Le risposte della redazione di Gazzetta di Siena alle vostre segnalazioni, ai vostri spunti e alle vostre riflessioni

Cara Gazzetta, il conflitto che si sta consumando in Ucraina ci riguarda ogni giorno di più, ci preoccupa e allo stesso tempo ci rende inermi. Continuiamo a guardare impotenti le stesse immagini drammatiche nella speranza che la democrazia abbia la meglio, ma cosa ne sarà di noi se questo non accadrà?

Bombe, terrore, madri e figli in fuga, città ed anime distrutte e da capo ancora nella quotidianità di questi giorni spezzati. Le immagini che continuano a scorrere devastano e scavano anche nei cuori più duri, ci svegliano al mattino e restano dentro di noi per sempre. Nutriamo la speranza di svegliarci e vedere finalmente la resistenza Ucraina vincere sostenuta dalle armi europee, dalle sanzioni alla Russia ma di fatto questo non è.

Continuando a vedere lo stesso film dell’orrore, i negoziati come un intermezzo per tirare un sospiro, le sirene per sprofondare ancora nell’oblio. E questo si ripeterà almeno fino a quando la democrazia non vincerà, fino a quando il confronto non prenderà posto alla provocazione e alla sete di potere. E giù allora tra scatti sanguinolenti e macerie, negli ospedali distrutti, nella fame e nei bunker dove giacciono i traumi dei più piccoli, giù finché non rimane più nulla, neppure un briciolo di pietà per le vittime nello sguardo inerme di chi assiste a pochi chilometri.

Mentre la frontiera tra noi e loro si fa sempre più sottile tremano persino i complottisti più radicali e noi nelle nostre calde case, forse ancora per un po’, scrolliamo il web e commentiamo nei social pronti a decidere da che parte stare, come se una scelta ci fosse quando un padre mette al sicuro il figlio e una madre lo porta con sé: non è abbastanza? Vittime e carnefici incoscienti delle stragi che ci passano davanti, nell’attesa, prigionieri nelle nostre stesse libertà. Cosa ne sarà delle democrazie liberali? delle culture occidentali se verranno cancellate dall’egoismo? La guerra è egoismo e non c’è ci vince, solo chi perde.

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