Numerosi cani segregati al buio e malnutriti senza avere mai la possibilità di uscire. L’associazione U.N.A. di Poggibonsi, costituita parte civile, racconta la storia di Calimero e invita a non abbassare la guardia

Una condanna senza messa in prova ad un anno e 6 mesi di arresto per un uomo che a Poggibonsi, tra luglio e ottobre del 2021, ha detenuto ben 10 cani senza permettere loro di uscire e in condizioni “incompatibili con le loro caratteristiche etologiche e produttive di gravi sofferenze”. Questo è quanto è stato deciso dal Giudice Dott.ssa Guttadauro a seguito di numerose segnalazioni che hanno portato al conseguente intervento della Forestale e al sequestro degli animali maltrattati. La vicenda che nel 2021 approdava in tribunale, ha visto costituirsi parte civile l’associazione U.N.A. di Poggibonsi che oggi, a seguito della sentenza, racconta la storia di uno dei numerosi cani confiscati e invita la comunità a non abbassare la guardi:

“U.N.A. si è costituita parte civile nel processo penale per tutelare gli animali ed in particolare uno: un meticcio nero oggetto di sequestro, rinvenuto dai Carabinieri Forestali di Siena, in un container di metallo, al buio, in mezzo alle proprie deiezioni, senza ricambio d’aria a più di 37 gradi di temperatura, senza cibo e con pochissima acqua – si legge nel comunicato stampa diffuso dall’associazione – Calimero, questo è il nome dato dai volontari al cane, è arrivato al Rifugio dell’Associazione che ne ha assunto la custodia, denutrito, disidratato, con difficoltà di deambulazione ed è stato immediatamente sottoposto a tutte le cure veterinarie necessarie. Ora Calimero sta bene. E’ stato confiscato e affidato ad U.N.A. Non tornerà nelle mani di chi l’ha ridotto in quello stato”.

Nelle parole dell’associazione che gestisce il canile di Poggibonsi, la narrazione dello stato in cui venivano tenuti gli animali: “Altri cani, ben 19 erano detenuti presso l’abitazione dell’imputato, segregati in stanze chiuse e al buio, malnutriti e senza mai uscire all’aperto. U.N.A. ha combattuto nel processo proprio per far sì che tale condotta ai danni degli animali non restasse impunita e che Calimero non venisse restituito all’uomo che, incurante di tutto il male che arreca ai propri animali, continua nella sua attività di accumulo“.


Tuonano le parole della presidente: “Non bisogna abbassare la guardia – dichiara con forza la Presidente dell’Associazione U.N.A. Lucia Brogi – nei confronti di chi, a qualunque scopo, si attorni di animali, costringendoli ad una vita di privazioni e inaudita sofferenza.
Ringrazio, per l’attività legale prestata, l’avvocata Raffaella Sili del Foro di Roma“.

Penna e cuore, dal 1991. Credo nella potenza delle parole, unica arma di cui non potrei mai fare a meno. Finisco a scrivere sui giornali un po' per caso, ma è quella casualità che alla fine diventa 'casa' e ho finito per arredarla a mio gusto. Sono esattamente dove vorrei essere. Ovvero, ovunque ci sia qualcuno disposto a leggermi.

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