Due chiacchiere con Massimo Dattile, superconsulente in materia di fallimenti: “Ogni società dovrebbe esser guidata come buoni padri di famiglia”

Massimo Dattile (foto), dieci giorni a compierne 51, casentinese, manager e consulente sulle crisi d’azienda. Il territorio del Senese è sua area d’influenza, già da prima che si esponesse sotto i riflettori per un tentativo di ristrutturazione del debito alla Mens Sana Basket 1871 Srl. Non ce la fece in ragione della scarsa serietà della proprietà, pur tuttavia c’è ancora chi ne ha un buon ricordo avendo riportato le giovanili sotto l’ombrello della Polisportiva prima che il dissesto venisse formalmente dichiarato.

In materia di procedure concorsuali e nuovo rito fallimentare, meriterebbe di esser messo a fare il docente, tanto chiara è la sua prima lettura dei mali che contagiano un’impresa. Amici nel suo campo ne ha davvero pochi; anche perché se ci si affida a lui comporta dargli un controllo assoluto che poi difende con il massimo della pervicacia.

Per i tuoi estimatori, Massimo però fai un’eccezione, no? Volevamo chiedere il tuo parere su una questione che forse un domani meriterà i libri di insegnamento… Quella dell’Acr Siena… Ne sai nulla?

“Su questa triste vicenda ne so ben poco se non quello che ho potuto apprendere dalle notizie. Sicuramente una città come Siena non merita questo e con lo stesso intento per cui ho accettato all’epoca di poter dare una mano a MSB – la storia mi sembra molto simile – sarei pronto a farlo ma per una cosa “buona” che restituisca alla città il livello di sport che merita”.

Quello che risalta è che un imprenditore spregiudicato, e inadempiente, abbia tenuto in scacco una città, la sua amministrazione, molte delle sue componenti sportive… allungando a dismisura un trapasso che non ha nulla di naturale. Il perché? A nostra idea l’interesse economico giacché Emiliano Montanari parlò di dieci milioni di valore dei cartellini delle giovanili, oggi non più schierate. Ma la mancanza di etica non gli ha impedito di adire tutti i gradi della giustizia civile, amministrativa e sportiva. Che ne pensi? Tu facessi una cosa del genere al tuo Rassina che ti farebbero?

“Non credo si sia voluto allungare il trapasso, perché non credo che alcun trapasso fosse ipotizzato. Certe volte da fuori è impossibile capire le volontà che spingono gli imprenditori ad alcune scelte. Il “mio Rassina” non è assolutamente paragonabile a tali realtà, tuttavia la gestione viene fatta con lo spirito del buon padre di famiglia. Si vince e si perde perché questo è lo sport, ma senza perdere di vista lo scopo principale”.

Veniamo alla nostra domanda. Ti abbiamo inviato un po’ di ritagli di stampa e qualche visura. La proprietà ha cambiato conduttore senza colpo ferire; e la stessa società da Spa è tornata Srl… Il tutto mentre è in corso una richiesta di fallimento. Non ti chiediamo certezze, ma soltanto letture di istinto. Qual è la spiegazione?

“Ritengo sia frutto di una strategia mirata a rendere l’atterraggio più morbido e gestibile possibile. Non faccio mai cambi societari nelle more delle procedure o comunque nel periodo “sospetto”,  non è nel mio stile,  ma ognuno ha il suo modo di lavorare”.  

E quali potrebbero essere le conseguenze per il calcio a Siena? E’ ripartito, ma è relegato lontano dall’Artemio Franchi, anche per le partite in casa. E tutto il materiale tecnico ha già cominciato ad ammuffire e imputridirsi. Quanto a lungo questa testimonianza di degrado dovrà/potrà rimanere esposta al pubblico senese? Quanto giustizia e riti processuali consentiranno a questo signor Montanari di impedire ad altri il possesso del retaggio sportivo della Robur?

“Sinceramente non sono in grado di rispondere perché non conosco i dettagli. Ritengo che l’Amministrazione Comunale giocherà tutte le sue carte per restituire ai tifosi e alla squadra il proprio campo di battaglia. Mi auguro che l’imprenditore che si è messo in gioco trovi terreno fertile e l’appoggio di tutti. Con la spinta dal basso si possono fare imprese titaniche”. 

Chiudiamo con una domandina semplice. Per portare a pareggio una società sportiva a Siena che dimensione bisogna avere e cosa bisognerebbe fare?

“Le Società sportive sono società anomale e questo lo sappiamo. Non esiste una ricetta standard e una dimensione ideale. L’importante è fare il passo secondo la gamba e crescere in maniera “sana” e sostenibile”.  

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