Domani la riunione della Lnd: stop fino al 23 novembre l’ipotesi più probabile. Difficoltà per il protocollo

Solo due gare disputate (peraltro con le sconfitte di Pianese e a Cannara e Lornano Badesse in casa con Trastevere) nel girone E. Oltre la metà delle gare rinviate in tutta Italia in tutta la serie D. La quarta serie del calcio italiano ha vissuto una (prevedibile) giornata di stop, l’ennesima in questo travagliato inizio per l’applicazione dei protocolli anti Covid. Come è successo sabato mattina al Siena, basta un positivo (o sospetto tale) in una delle due squadre e il rinvio diventa cosa fatta. Per questo la serie D è a un bivio.

Difficile riuscire ad andare avanti così. Da una parte le squadra si trovano in bilico fino a poche ore dal fischio d’inizio: impossibile o quasi programmare. Dall’altra il campionato, già in parte compromesso, rischia di essere definitivamente falsato. L’esempio del Siena, che pure non è fra le squadre messe peggio, è palese: dopo sei giornate di campionato, soltanto tre gare disputate, poi una serie infinita di rinvii, alcuni dei quali soltanto alla vigilia del match (sabato scorso Gilardino ha fatto appena in tempo a cancellare la conferenza stampa di presentazione della gara): Scandicci (poi recuperata), Flaminia (due volte), Grassina, Sangiovannese. Se anche la stagione dovesse andare avanti, il Siena ha già accumulato tre gare da recuperare ed è difficile pensare che la situazione migliori.

Per questo nella giornata di domani dovrebbero arrivare, in seguito alla programmata riunione convocata dal presidente della Lnd Cosimo Sibilia, decisioni importanti. La settimana scorsa la Lnd ha, di fatto, “scaricato” la responsabilità verso le società, con un improbabile sondaggio fra le società, dall’esito più che scontato. Adesso è venuto il momento di prendere una decisione. La più probabile appare una sospensione fino al 23 novembre, data di scadenza dell’ultimo Dpcm (in attesa in ogni caso di quello di domani). Un periodo di stop per capire l’evoluzione dell’emergenza sanitaria o per provare a capire come andare avanti.

Difficile pensare che sia, infatti, pronto un protocollo sanitario subito applicabile anche alla serie D. Troppe le differenze, anche economiche, con il mondo dei professionisti. La serie D, pur generando un importante indotto economico e pur essendo un campionato di livello nazionale, presenterebbe costi elevati per una fetta rilevante delle società: Per questo è necessario certo un protocollo sanitario, come invocato, anche su Gazzetta di Siena, dal direttore sportivo del Siena Andrea Grammatica. E’ necessario però che questo sia concertato e quindi sostenibile da tutte le squadre, per permettere lo svolgimento regolare del campionato. Il Siena avanzerà una sua proposta, come del resto già annunciato proprio in occasione del sopracitato sondaggio. Di certo la serie D è giunta a un bivio.

“Consentire solo ad una minima parte delle nostre competizioni di proseguire, seppur a livello nazionale, non ci soddisfa – così il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti e vicepresidente vicario della Figc Cosimo Sibilia a inizio della scorsa settimana, prendendo posizione sul nuovo Dpcmche consente alla Serie D e agli altri campionati nazionali organizzati dalla Lnd di andare avanti ma che di fatto ha bloccato tutte le attività regionali e giovanili. “Tuttavia saremo come sempre rispettosi delle disposizioni, ribadendo però la nostra perplessità rispetto a misure che impediscono di fare attività sportiva in maniera organizzata, al contrario di altre situazioni dove i controlli sono minimi o addirittura assenti – prosegue Sibilia – Sono stati annunciati nuovamente degli aiuti alle società sportive: mi auguro che almeno stavolta le parole si traducano in atti concreti. Altrimenti sarà la morte di migliaia di realtà dilettantistiche, con buona pace di chi, come la Lega Dilettanti e le società stesse, ha fatto di tutto per garantire la ripresa dello sport di base dopo il lockdown, mettendo a disposizione ingenti risorse economiche e compiendo ulteriori sacrifici. La misura adesso è colma e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di un disastro annunciato, invece di continuare a lanciare numeri e fare proclami come se il calcio a cui pensare fosse solo quello di vertice”.

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