Dal 2013 il Siena non calca più i campi della Serie A e la società sta attraversando numerosissime difficoltà anche solo a conservare il titolo sportivo. In questi anni, infatti, i bianconeri hanno rischiato a più riprese di scomparire dall’intero sistema calcistico nazionale e oggi sono riusciti a rimanere in vita a stento ripartendo dall’Eccellenza Toscana. In Serie A la formazione bianconera non era certamente una delle pretendenti al titolo e nemmeno ambiva ad avvicinarsi alle posizioni che valgono una qualificazione alle coppe europee, ma pur non essendo ben quotata nei pronostici e nelle scommesse pre-match o scommesse in diretta era stata in grado di togliersi delle importanti soddisfazioni. Come si è arrivati, dunque, fino a questo punto? 

Forse non tutti ricordano che nell’estate del 2013, dopo la retrocessione in B, il club si trovava già con l’acqua alla gola e dopo aver fallito l’accesso ai playoff nella stagione successiva non riuscì a reiscriversi al campionato cadetto, complici svariati inadempimenti finanziari. La FIGC permise addirittura lo svincolo dei giocatori tesserati, la Procura della Repubblica di Siena aprì un’inchiesta sul fallimento e solo nel 2021 si arrivò alla condanna a 3 anni dell’ex presidente Massimo Mezzaroma, che aveva messo le mani sul Siena nel gennaio del 2010. 

Nel 2014 la squadra rinacque sotto il nome di Robur Siena Società Sportiva Dilettantistica, iscrivendosi alla Serie D e conquistando subito la promozione in Lega Pro sotto la guida di Massimo Morgia, poi sostituito da Gianluca Atzori nella stagione seguente. Le annate successive, però, non furono altrettanto fortunate e il Siena rimase in terza serie fino al termine della stagione 2019/2020, quando l’allora presidentessa Anna Durio provò a cedere il club senza successo, portando alla cessazione delle attività. Nel 2020 l’assegnazione del titolo sportivo tornò a dipendere dall’amministrazione comunale e solo dopo aver trovato un gruppo di imprenditori pronti a credere nel progetto la squadra fu iscritta in Serie D, peraltro in sovrannumero. 

Il primo allenatore della nuova era fu nientepopodimeno che Alberto Gilardino, che dopo essere stato esonerato e reintegrato dopo poche settimane riuscì a portare i suoi fino alla semifinale dei play-off. La preparazione all’annata successiva prese il via con una ristrutturazione dei quadri dirigenziale, che vide anche l’arrivo al Siena di Giorgio Perinetti e dell’ex bianconero Paolo Negro. Con l’avvento della nuova stagione, però, Gilardino non riuscì a sfuggire ad un secondo esonero, ma il club non decise di sostituire solo lui, dato che a dicembre 2021 fu licenziato in blocco l’intero consiglio d’amministrazione, comprendendo anche Perinetti. Alla fine di un campionato travagliatissimo, il Siena riuscì a ottenere ugualmente la salvezza in Serie C. 

La presidenza di Montanari portò a molti altri cambi tra i vertici, oltre che alla modifica della denominazione societaria in Associazione Calcio Robur Siena 1904, con tanto di ritorno alla forma statutaria di società per azioni. Inutili furono i tentativi di acquisire l’identità dell’Associazione Calcio Siena, che dal 2014 sono ancora nelle mani della curatela fallimentare del club. Le brutte notizie, però, non si sono fermate qui. Proprio quest’estate, in seguito ad alcune irregolarità nella pratica di iscrizione, il Siena è stato escluso dal campionato di Serie C e il subitaneo ricorso al TAR è stato respinto. Il risultato è stato quello della fondazione di una società totalmente differente, guidata da un nuovo proprietario, scelto dall’amministrazione comunale e che prende il nome di Siena Football Club, totalmente slegata dal Robur Siena. 

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