Palio Buti Opificio Fotografico
Fonte Opificio Fotografico

Mentre si prepara l’edizione 2024 un volume ripercorre la storia della corsa di Sant’Antonio

Durante i primissimi tempi della pandemia, in un anno in cui, il 2020, solo Buti era riuscito a godersi il proprio Palio, Claudio Parducci mi raccontò il progetto giusto ed ambizioso di un libro sulla storia della corsa di Sant’Antonio.
Una ricerca che passava anche da Siena con visite e giri dai fantini non solo contemporanei ma soprattutto del passato, anni 70 principalmente, per recuperare memorie ed immagini.

Quel progetto subì un grosso stop anche per la perdita di Claudio, amante e conoscitore della sua festa, uno di quei personaggi che chiunque si era avvicinato alla realtà del Palio di Buti, aveva avuto modo di conoscere.
Quell’idea finalmente grazie all’autore principale, Gino Bernardini, all’impegno del Seggio, di ieri e di oggi, e dell’amministrazione comunale, diventa realtà.

Sabato 25 al teatro di Buti sarà presentato il volume “Buti ed il suo Palio tradizione, amore, fatica, gioia per la festa di una comunità dalle origini ad oggi” alla presenza, tra gli altri, di autore, presidente del Seggio, Sindaco, Arianna Buti, poi Zanoboni, voce storica del mezzo miglio d’oro ed Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale della regione Toscana.

“Nel 1988 – racconta l’autore Gino Bernardini– avevo scritto un primo volume dedicato alla storia della corsa. Era un momento in cui come butesi ci trovavamo davanti ad un bivio, il Palio era cresciuto e si ponevano davanti a noi varie strade per portarlo avanti nel tempo. Ebbi l’esigenza di segnare la storia vissuta fino a lì, per fermare la memoria e per sottolineare come da sempre questa comunità fosse stata legata a Sant’Antonio ed ai festeggiamenti in suo onore. Fu un lavoro notevole che oggi confluisce in questo nuovo progetto con documenti recuperati anche dai secoli passati. Al tempo erano ancora in vita alcuni cavallai delle zone limitrofe, i protagonisti della corsa che poi nel 1961 si trasforma in Palio. Li cercai e li incontrai, recuperati ricordi e dove possibile fotografie, scoprii una corsa straordinaria di settembre grazie ad una immagine di un bimbetto vittorioso in calzoncini corti, segno evidente di una manifestazione avvenuta in un mese diverso dal nostro tradizionale gennaio.”

Per le immagini a chi vi siete rivolti?

“Oltre alla mia ricerca passata il grosso del materiale è quello di Claudio, grazie a suo figlio Filippo, che di fotografia era un maestro. Poi negli anni recenti l’associazione fotografica di Bientina, capeggiata da Maurino Gemignani. Ogni anno la loro produzione sul Palio di Buti è un contributo pazzesco.”
A chi dedica questo impegno?
“Alla comunità, citata anche nel sottotitolo. Per noi Sant’Antonio è da sempre legato alla corsa dei cavalli, che poi nel tempo ha avuto le sue trasformazioni. Questo è un paese lontano dal mondo, protetto dal monte.
Per anni non ci siamo nemmeno resi conto che la nostra corsa cresceva nell’interesse fuori dalle nostre strade. Il Palio era nostro ed era una cosa da difendere e perpetuare nel tempo, con attaccamento e anche con la fatica di doversi adattare ai cambiamenti imposti dall’esterno, sempre con l’obiettivo di mantenere la genuinità di quella giornata. Queste sono le nostre radici, i ricordi della domenica dedicata al nostro Santo, la colazione con la trippa, la benedizione e poi la sfida dei cavalli sono nella memoria di tutti noi, parte del dna di essere butesi.”

Anche Samuele Vasta, presidente in carica del Seggio di Sant’Antonio, condivide l’idea dell’autore sull’importanza del volume per i butesi.

“Questo è un recupero della memoria importantissimo. Non solo per le notizie vere e proprie, per i dati sulla corsa nel tempo ma anche e soprattutto per la storia del paese, per non perdere la memoria di volti e momenti. E questo è un privilegio delle comunità di Palio.
La nostra poi, piccola e ristretta, è molto legata, molto forte nella sua identità e presente.
Questo libro sarà anche un valore per tutti gli appassionati di Palio, un volume da tenere nella propria libreria di cavalli.”
Come è organizzata la vendita?
“Per adesso qui da noi, sarà disponibile da sabato e poi ovviamente durante tutto il tempo di preparazione del Palio e nelle giornate delle festa.”

Questo è un omaggio a chi il Palio di Buti lo porta nel cuore, che sia del paese o che sia uno dei tanti amici che in questi anni siano riusciti a farci, grazie alla capacità di questo piccolo mondo di far sentire tutti a casa ed al fascino di una corsa invernale ricca di tradizione e passione.

“Nel tempo di attesa del Palio questo è un fuori programma prezioso, noi come Seggio siamo già al lavoro dalla fine dell’edizione passata, ci sono stati già alcuni appuntamenti di piazza che hanno coinvolto tutti con un entusiasmo sempre più crescente; da questo fine settimana si inizia a lavorare sul percorso, poi ci sarà il pranzo, 7 gennaio, della presentazione del cencio e poi il ricco week end prima della fine settimana della corsa, con la cena itinerante del sabato e la domenica l’estrazione delle batterie, preceduta da sfilata dei colori e riconsegna del Santo.”

Sul fronte accoppiate , ad ora, La Croce si ripresenterà con Ceommo Ramon e l’esordiente, di lusso, Andrea Fele, San Francesco con Gavino Sanna e Bagoga, per Pievania Alessandro Fiori e Imperatrice da Clodia, Ascensione con Michel Putzu e Beniamino, per San Michele Marco Monteriso e Diamante Prezioso, San Nicolao Mulas e Chimera da Clodia mentre San Rocco, che farà indossare la giubba biancorossa a Fabio Branca, ancora sta valutando il cavallo giusto per una monta così prestigiosa.

A dare una scorsa rapida la valutazione è semplice, ritorno totale per Buti ai fantini di pista, senza nessuna incursione dei provinciali o dei fantini di area senese. Una sfida nella sfida che, tra incognite e incertezze, grandi nomi e accoppiate per lo più da scoprire, accende ancora di più i riflettori sul primo Palio dell’anno, da cui ormai ci separano solo due mesi.

Nata sotto il segno dei pesci. Narratrice di storie di polvere e provincia e uomini di cavalli. "L'aria del paradiso è quella che soffia tra le orecchie di un cavallo" ( proverbio arabo)

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