Tanti gli spunti di riflessione forniti dal primo appuntamento dell’anno

La domenica di Buti merita una analisi più approfondita e riflessiva rispetto alla cronaca spicciola del dopo corsa. Domenica, nonostante il freddo (più clemente del previsto) e l’allarme maltempo, a Buti quasi non si riusciva a camminare, dalla quantità di gente che aveva raggiunto il paese. Segno positivo per l’economia di un piccolo centro ma segno più che positivo per il Palio, Palio tutto compreso, anche quelli che storcono il naso.

Forse perché il 2023 sembra davvero normale e stare insieme in occasioni di piazza non fa più paura e poi, senza dubbio, per le accoppiate che i capocontrada avevano formato, capaci di ingolosire tutti i palati palieschi. Buti quest’anno ha offerto una marcia in più, però, il senso vero della festa ritrovata, merito anche di un Seggio nuovo, formatosi su quello precedente, fatto di ragazzi giovani per lo più. Con i guanti e gli stivali a lavorare fino ad un secondo prima dell’ingresso in pista dei cavalli. Senza sosta, hanno avuto ragione del loro lavoro e del loro impegno, seri e preparati, con mille occhi soprattutto in tema di sicurezza.

Avranno anche sbagliato qualcosa, ma chi non fa non sbaglia ed è più semplice parlare quando non si è mai chiamati a rivestire ruoli pubblici e di responsabilità. L’abbraccio commosso del Presidente ai suoi, appena finita la corsa, vale molto più di mille discorsi. La corsa poi ha segnato uno dei cavalli del futuro, Ceommo Ramon, pazzesco. Ma il successo e la gloria vanno divisi a metà con un Alessandro Fiori che, in tema di provincia, è sembrato finalmente super maturo, pronto per essere uno dei big di Buti.

Gavineddu si conferma sempre per il fantino che conosciamo e che per questo riscuote vittorie e successi, è sempre lì e se non è davanti è subito dietro al primo. Qualità altissima. C’è da augurarsi che San Francesco porti avanti il progetto Gavino – Bagoga con fiducia, non potranno non vincere. Poi Putzu che insieme a Fiori e Sanna, dopo diversi anni di prestazioni su Buti, si merita senza dubbio la riconferma, non è più un giovane di belle speranze, è un fantino , senza più la sua Umatilla vero, ma il Team Atzeni ed Ascensione  sapranno lavorare su un altro soggetto valido per Buti.

Silvano Mulas. Chi lo ha visto domenica ha riconosciuto il piccolo Maradona del mondo del Palio. Ha emozionato i romantici e forse scontentato chi si aspettava la solita prestazione in ombra. La stagione è lunga abbastanza per sognare. Bene per San Nicolao aver centrato dopo molto la finale.
Gli altri protagonisti di Buti o  quelli che avrebbero dovuto esserlo hanno sofferto cavalli non qualitativi rispetto a quelli che poi il Palio se lo sono giocato, al di là della fortuna, che in un Palio conta sempre parecchio. 
L’annata è appena iniziata, ci sarà modo di vedere se alcuni dei punti di riflessione lanciati da Buti saranno o no un trend topic della stagione, già dalle prime corse in provincia a marzo.

Nata sotto il segno dei pesci. Narratrice di storie di polvere e provincia e uomini di cavalli. "L'aria del paradiso è quella che soffia tra le orecchie di un cavallo" ( proverbio arabo)

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