Un errore fatto in gioventù. Turisti bussano alla porta del custode del Bruco e restituiscono una bandiera presa nel 1996

Un sabato pomeriggio di luglio, forse più placido del solito. C’è l’amarezza di non aver potuto godere dei giardini di società illuminati dalle luci del Ba’o Bello Chef, c’è il vuoto di non aver nulla da aspettare, ché tanto il Palio non ci sarà neanche ad agosto. Poi, qualcuno suona il campanello.

Sembra l’inizio di un romanzo o di una di quelle fiabe dall’incredibile lieto fine. E, in effetti, qualcosa di incredibile è successo. Enzo Giuggioli, l’ormai noto custode della Nobil Contrada del Bruco, va ad aprire la porta della sua dimora in via del Comune e si trova davanti delle famiglie di turisti con bambini. Persone mai viste, non sono senesi e neanche brucaioli. Però, hanno con loro una bandiera del Bruco…

“Il nostro Enzo era un po’ stupito – racconta l’onorando rettore del Bruco, Gianni Morelli -. Le bandiere vengono vendute o affidate solo ai brucaioli, quindi si è chiesto cosa ci facessero dei turisti con una delle nostre bandiere”.

A spiegarlo al custode della contrada, sono stati proprio loro che, con aria mesta, hanno raccontato uno storia risalente al 16 agosto 1996.

“Queste persone, stando al racconto di Enzo Giuggioli, erano visibilmente in difficoltà. Con atteggiamento dimesso e seriamente dispiaciuto, hanno raccontato di aver preso la bandiera nel 1996, quando il Bruco ha vinto il Palio dopo 41 anni. Si sono recati da Enzo per restituirla e per chiedere scusa alla contrada”.

Un gesto che scalda il cuore e dal profondo significato per la contrada del Bruco e per tutta la città di Siena. “Da parte mia, questo gesto ha un grande significato – continua Morelli -. Intanto, con tutti i furti di bandiere che subiscono le contrade, ben venga un gesto di restituzione a cui va sicuramente dato valore. Poi credo che sia segno di un vero riconoscimento di quelli che sono i valori delle contrade: queste persone, con l’avvento della maturità hanno capito non solo il loro errore, ma anche il nostro attaccamento ai nostri simboli e tradizioni. Vanno ringraziati: sbagliare capita a tutti, molto più raro è sentire qualcuno che ammette l’errore con umiltà e che, in un weekend di luglio, parte dalla propria città per riportare una bandiera sottratta 20 anni fa, in età giovanile”.

Per Morelli, questa restituzione è da vedersi come il raggiungimento di un obiettivo: “Forse qesta è la dimostrazione che la città ha lavorato bene nel comunicare i nostri valori. Ci sono persone che da fuori hanno capito il nostro attaccamento ed i valori della nostra Festa. Subiamo in maniera vigliacca anche atti vandalici. Per una volta che succede il contrario, ben venga e va sottolineato”.

Per il Bruco, nel giro di pochi mesi, è la seconda bandiera che ‘torna a casa’. “La bandiera del ‘700 che abbiamo riportato in contrada dal Metropolitan Museum di New York è frutto di un lungo lavoro, diciamo che ce la siamo meritata. Questa è venuta ‘da sé’, ma voglio pensare che sia frutto di un messaggio che, negli anni, Siena è riuscita a trasmettere anche al di fuori delle mura”.

Penna e cuore, dal 1991. Credo nella potenza delle parole, unica arma di cui non potrei mai fare a meno. Finisco a scrivere sui giornali un po' per caso, ma è quella casualità che alla fine diventa 'casa' e ho finito per arredarla a mio gusto. Sono esattamente dove vorrei essere. Ovvero, ovunque ci sia qualcuno disposto a leggermi.

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