Giancarlo Brocci racconta la nascita di una manifestazione che è ormai una classica del ciclismo: “Scrissi io il progetto, provai i percorsi con Bennati e Ravanelli”

Era il 2005 quando l’allora presidente della Regione Toscana Claudio Martini chiese a Giancarlo Brocci cosa si poteva fare per rendere più bella L’Eroica. Brocci, da sempre geniale nell’organizzare corse ciclistiche, propose subito una grande idea: mettere in piedi una manifestazione ciclistica professionistica sulle Terre di Siena. Nacque così Strade Bianche, la manifestazione che lo scorso weekend ha trasformato la provincia di Siena nel palcoscenico principale del ciclismo mondiale.

Una storia che viene da lontano…

“Scrissi io il progetto per Regione Toscana – racconta Giancarlo Brocci -. L’obiettivo era portare i professionisti sulle strade bianche più belle del mondo. La prima edizione si fece il 9 ottobre del 2007, di martedì, perché domenica successiva c’era l’Eroica Cicloturistica. All’inizio si chiamò Montepaschi Eroica, perché Mps finanziò l’evento in quanto era ritenuto di interesse regionale. La presentammo insieme a Franco Ballerini. Tre mesi prima io, Daniele Bennati (oggi ct della nazionale di ciclismo, ndr) e Fabrizio Ravanelli provammo i percorsi, ci fu pure un articolo sulla Gazzetta dello sport”.

Proprio il quotidiano rosa ha avuto un ruolo chiave nella nascita di Strade Bianche: “La Regione ha smesso di occuparsene quasi subito – racconta ancora Brocci -. E’ subentrata Rcs con il suo management, serviva qualcuno in grado di organizzare un evento di questa portata sul calendario del ciclismo mondiale. La Gazzetta dello Sport era il primo service capace di mettere in piedi progetti di lusso”.

…che guarda al futuro

Se oggi Strade Bianche è definita la ‘Classica del Nord più a Sud d’Europa’, il merito è quindi soprattutto di Brocci: “Mi riempie di grandissima soddisfazione vedere questi risultati – prosegue Brocci -. Rcs ha operato bene nella realizzazione dell’evento, con la Granfondo ha portato un mare di persone dal resto del mondo. Strade Bianche è cresciuta perché ci sono stati interventi virtuosi. Poi ai ciclisti è piaciuta da subito, a cominciare di primi attori, la seconda edizione la vinse Cancellara su Ballan, che erano i vincitori della Parigi-Roubaix e del Giro delle Fiandre. In meno di cinque mesi era già diventata una classica del cuore del gruppo”.

Il grande ciclismo a Siena però non si ferma qui. Già mercoledì passerà dal territorio senese la Tirreno-Adriatico, poi toccherà all’Eroica e nel 2025 il Giro d’Italia potrebbe partire da Piazza del Campo: “Sarebbe ora che tutti, non solo i noleggiatori di bici e albergatori e ristoratori, toccassero con mano cosa comportano questi eventi a livello turistico ed economico – spiega Brocci -. Dovrebbero capirlo anche gli amministratori, a partire dalla Regione Toscana. Abbiamo 25mila iscritti da tutto il mondo dalle cinque manifestazioni principali. E’ una pioggia di risorse per tutta la provincia. A Siena ad aprile ci sarà anche la Coppa delle Nazioni Juniores con ventinove nazionali da tutto il mondo. Questo è quello che significa il ciclismo sulle Terre di Siena”.

Vincenzo Battaglia
Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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