Il rappresentante dei piccoli azionisti continua nella sua azione: lettera anche alla Consob. “Dichiarazioni poco chiare della banca”

Dopo le lettere rivolte al consiglio di amministrazione di Monte dei paschi su Profumo, al governo per sottolineare la situazione della banca e di nuovo alla governance di Rocca Salimbeni per le dichiarazioni sulla semestrale, prosegue l’azione di Giuseppe Bivona, rappresentante di Bluebell Partners e piccolo azionista di Mps. L’ultima lettera in ordine di tempo è stata inviata alla Consob (la Commissione nazionale per le società e la Borsa, cioè l’ente rivolto alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano), all’amministratore delegato Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi e per conoscenza anche alle Procure della Repubblica di Roma e Siena, oltre che alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario.

Nella lettera Bivona fa riferimento anche alla precedente missiva sulla semestrale: “Come illustrato nella nostra precedente comunicazione – scrive – nella semestrale al 30 giugno 2020, la Banca ha utilizzato un linguaggio ambiguo in cui viene ritenuto “appropriato” l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale, viene affermata “la ragionevole aspettativa” di continuare ad operare e viene affermato che la Banca “nonostante prevedibili ripercussioni negative circa l’andamento di alcune tipologie di ricavi e del costo del credito, e la presenza degli elementi di alea e rischiosità di cui al paragrafo ‘Informativa sui rischi’ “ a cui il lettore del bilancio viene indirizzato, “possa” continuare ad operare come un’entità in funzionamento in un futuro prevedibile. L’utilizzo del termine “appropriato” (un termine che letteralmente vuol dire ‘adatto’ e ‘conveniente’ e dunque di senso ambiguo senza specificare rispetto a quale elemento di adattabilità o convenienza), del congiuntivo “possa” (il congiuntivo sta a significare mera possibilità, per come rinforzato dal verbo stesso ‘potere’ e non già ‘dovere’) ed il rimando al paragrafo “Informativa sui rischi” (le cui informazioni ivi contenute a cominciare dallo svelamento di nuove richieste risarcitorie nel secondo trimestre del 2020 per 4,3 miliardi di euro di cui 3,6 miliardi valutate “probabili” che si aggiungono ai 5,7 miliardi di richieste risarcitorie al 31 marzo 2020 per un totale di 10 miliardi in massima parte – circa il 90% – non accantonate) rappresentano significative incertezze relative a eventi che ragionevolmente comportano l’insorgere di seri dubbi sulla capacità dell’entità di continuare a operare come un’entità in funzionamento, tutto questo in contrasto con la rappresentazione apposta sulla “ragionevole aspettativa” della continuità aziendale”.

“Per chiarezza – continua Bivona – , se una società quotata non è in grado di affermare con certezza il presupposto della continuità aziendale (quantunque il bilancio sia redatto in tale chiave) è obbligata a comunicarlo e non già a sottintenderlo, lasciarlo intendere oppure dirlo e non dirlo in un sofistico equilibrismo dialettico: se l’emittente non ha certezza sulla ragionevole presunzione della continuità aziendale, deve dirlo con chiarezza in quanto trattasi di informazione idonea ad incidere sulla quotazione di borsa. A leggere la dichiarazione della Banca – soprattutto se messa a confronto con quella di altri gruppi bancari – questa certezza non emerge ma allora la circostanza va enunciata espressamente, non lasciata alla soggettiva interpretazione di chi legge il bilancio, incluso tanti piccoli azionisti che ancora detengono azioni di una Banca posseduta al 68% dallo Stato. Del resto la mancata risposta della Banca alla comunicazione del 14 agosto u.s. è essa stessa un inquietante segnale di allarme”.

“Mi auguro che sia chiaro alla Commissione Consob – spiega ancora Bivona in un passaggio della lettera – l’estrema gravità della situazione e l’attuale pericolo all’integrità del mercato e delle contrattazioni di borsa sul titolo Mps in presenza di un’informativa ambigua, ambivalente ed in ogni caso anomala su un aspetto così fondamentale per la formazione dei prezzi, per effetto di una rappresentazione che si discosta palesemente dalla migliore prassi per quanto comunicato dai principali gruppi bancari che hanno apposto specifica rappresentazione sulla continuità aziendale”.

La condotta di una banca – conclude Bivona – che per solidità patrimoniale ed economico-finanziaria “sta come d’autunno sugli alberi le foglie” (Ungaretti), volta a mantenere un atteggiamento poco chiaro, ambiguo ed ambivalente sulla sussistenza del presupposto della continuità aziendale, a prescindere da aspetti regolamentari, civilistici e penalistici, è socialmente irresponsabile”.

3 Commenti

  1. Sono un cliente di Mps da circa 40 anni.
    Rimango ancora esterrefatto per quanto successo finora, e sopratutto non sia stato ancora possibile risolvere i problemi.
    A questo punto e con queste notizie, non mi rimane altro che cambiare istituto bancario nel più breve tempo possibile.
    Saluti

  2. Sono un correntista della provincia di Napoli, mi risulta che Mps continua imperterrita a finanziare senza i dovuti controlli, imprese e aziende che non hanno le garanzie necessarie.

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