Il direttore artistico dei Teatri di Siena ha ricevuto il battesimo contradaiolo

Alessandro Benvenuti, celebre attore e regista, nonchè direttore artistico dei teatri di Siena, è diventato, a tutti gli effetti, un contradaiolo del Bruco, avendo ricevuto il battesimo contradaiolo, che si è svolto nell’ambito della celebrazione della Festa Titolare della contrada di Via del Comune.

In un post pubblicato su Facebook Benvenuti ripercorre il suo approccio a Siena, 50 anni fa grazie e ringrazia il popolo del Bruco per avergli regalato una nuova emozione. Lo pubblichiamo di seguito

“Molti anni fa, assieme ad Athina Cenci e Paolo Nativi, fondai il gruppo di teatro cabaret dei Giancattivi. Athina era greca (lo è tutt’ora) e Paolo era un senese della Nobil Contrada del Bruco. Così conobbi Siena, la vita di contrada e questa antica passione che fa di questa città un caso unico al mondo di ‘vivenza’ e convivenza tra passato e presente, tradizione e contraddizione, appartenenza e desiderio di ‘allontananza’ da una così pressante, antropologica identità, a volte, per taluni suoi spiriti, avvertita come sudditanza.

Insomma Siena è un catino di mattoni e di metalli antichi ove il sobbollir delle passioni, per uno che viene dall’esterno, non sai se è più piacere o condanna, ma che per il senese è pura, cristallina essenza. Io la vivo con la curiosità di chi vuol bene a qualcosa, sapendo che da quel qualcosa bisogna anche sapersi un po’ difendere. Ma sono sempre pronto a cogliere le sfumature di una umanità talvolta così genuinamente semplice da rimanerne toccato dentro. Tutto questo blaterare un po’ a casaccio perché intontito da cali di pressione dovuti all’eccessivo caldo africano di questi giorni per dire che… ieri l’altro sono stato battezzato nella Nobil Contrada del Bruco. È un onore.

Da oggi, caro Paolo che da tanto tempo non ci sei più, mi siedo anch’io alla tavola apparecchiata della tua famiglia senese. E ti ringrazio per avermi accolto per primo, quasi 50 anni fa, in questa festante, discussa, ariosa, sventolante, percussiva follia nella quale, da ora in poi, mi ci infilerò, con un pezzetto di cuore e di cervello in più, anch’io.

Grazie del vostro affetto Brucaioli belli”.

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