Una proposta per lanciare la città delle torri in tandem con Volterra, al massimo riconoscimento culturale

Da zero a due, le candidature a Capitale italiana della Cultura per la Valdelsa?

Scenari possibili, che potrebbero salire a tre in Provincia di Siena se consideriamo i Comuni della Valdichiana per il 2026.

Dopo che il candidato a sindaco civico Piero Pii ha lanciato l’idea di candidare Colle quale capitale della Cultura durante uno degli anni del suo mandato, un lavoro importante sul quale puntare energie, ma soprattutto progettualità, ecco che arriva un’altra proposta forte in Valdelsa.

Infatti a Pii fa eco l’ex sindaco di San Gimignano Giacomo Bassi, con un’idea innovativa, ma molto forte: “continuo a pensare che sarebbe molto bello ed estremamente utile ragionare di una candidatura della coppia San Gimignano – Volterra per il 2027 o 2028: non tanto per ottenere il riconoscimento, cosa assolutamente possibile visto il valore delle due Città, quanto perchè questo progetto “costringerebbe” le due municipalità e le due comunità ad elaborare, con l’aiuto di menti e progettisti culturali di levatura internazionale, una visione innovativa della loro identità culturale e, di conseguenza, una nuova offerta turistica di elevata qualità”.

Si tratterebbe finalmente di dare corpo e vita all’ambito turistico Valdelsa e Valdicecina, il quale attende ancora di rinforzare il brand, ma che già oggi è visitato da milioni di turisti ogni anno, con numeri da far impallidire molti capoluoghi di provincia.

“Si aprirebbe cioè un grande cantiere delle idee, che non potrebbe che far bene alla “riossigenazione” della nostra immagine un po’ stereotipata – aggiunge Bassi – ed al rilancio di nuove forme di espressione culturale e di nuovi progetti ed eventi”.

Un’idea estremamente seria e potente, che potrebbe far nascere nuove sinergie e portare nuove economie nelle due città.

Ma anche una grande svolta culturale, soprattutto per due antiche città murate: non più ragionare “da soli”, per iniziare a lavorare “insieme”. Ne saranno capaci? Ai posteri l’ardua sentenza.

Paolo Moschi
Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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