Continua il viaggio fra i grandi ex del basket senese: ecco Giacomo GaLanda

Sono passati ormai 17 anni dal primo scudetto targato Mens Sana, e di quella squadra una delle principali stelle era proprio Giacomo Galanda, giocatore formidabile dal palmares più che ricco. Di tutti i suoi grandi successi oltre a quello in maglia biancoverde ricordiamo più che volentieri i successi con la nazionale, in Francia nel 1999 e ad Atene nel 2004 con l’argento olimpico.

La pallacanestro è diventato uno sport molto differente da quello che era quando ho iniziato a giocare io– afferma l’ex Mens Sana- di sicuro quello che rimarrà impresso nella mente sono i rapporti di spogliatoio e quelli lavorativi che sicuramente erano più duraturi rispetto ad ora”.

Tante amicizie coltivate lungo una carriera che parte da Verona nel 1997 e arriva fino al 2011 sempre in Toscana, a Pistoia. “La Mens Sana in cui giocavo io era una squadra costruita per vincere, non solo in Italia ma anche in Europa”.

Il frutto del successo spesso deriva proprio dal tanto lavoro che una squadra ha alle spalle, cosa che sembra essere stata dimenticata dalle squadre attuali, che preferiscono investire subito su giocatori più pronti rispetto ai propri giovani che così facendo perdono gli stimoli. Questo lo si può notare nel livello del campionato italiano odierno: “La pallacanestro oggi investe poco sui giovani, però il campionato sta risalendo poco a poco. Sicuramente le ragioni dell’abbassamento di livello del campionato rispetto a 20 anni fa è dovuto a molteplici ragioni -continua Galanda- prima le squadre investivano sul lungo periodo, lanciando tanti giovani. Oggi questo non succede e si ripercuote sul campionato. Nonostante questo, le varie Sassari, Milano e Bologna sono squadre molto interessanti e belle da veder giocare”.

“Oggi il gioco è più americanizzato, più portato all’attacco e molto meno tattico”

” Oggi il gioco è più americanizzato, più portato all’attacco e molto meno tattico – dice Galanda – Questo è un altro fattore sicuramente, un gioco più veloce in cui bisogna essere più pronti e spinti verso una fisicità e un atletismo più elevato rispetto magari ad altre caratteristiche”.

Ovviamente non potevamo non toccare l’argomento Nazionale, con un occhio verso quella/e del recente passato e del presente:” Un p0′ lo specchio del campionato. Non abbiamo costruito sul lungo termine e soprattutto siamo stati anche molto sfortunati con i vari infortuni. Molta fatica per creare un gruppo omogeneo, e quell’armonia del sistema -afferma l’ex Nazionale- molti giocatori della nostra nazionale non hanno mai giocato in Eurolega”. Una situazione ormai consolidata, purtroppo, da molti anni quella della nazionale italiana di pallacanestro, in difficoltà da diversi anni, e senza successi ormai da tantissimo tempo, ma l’ex lungo ha la soluzione al problema: “Risolvibile pensando ed adottando un progetto a lungo termine, investendo con tranquillità e pazienza, non per vincere oggi ma in un prossimo futuro. Bisogna essere tifosi anche quando si perde“. Dunque questo il pensiero di uno dei giocatori più forti e vincenti della storia della pallacanestro italiana, un monumento cestistico che ricordiamo con molto piacere per i suoi successi in biancoverde.

21 nato a Siena, studente di Scienze della comunicazione, grande appassionato di Basket e innamorato della mia città.

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