Capitani: “Problemi tecnici insormontabili”. Botta e risposta in aula con alcuni militanti di Cravos presenti: “Il Comune non propone soluzione a vicenda di interesse pubblico”

I locali di Bandini non sono praticabili per una mensa studentesca. E’ questo l’annuncio fatto dal vicesindaco Michele Capitani nel corso del consiglio comunale di oggi rispondendo a un’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Giulia Mazzarelli. A distanza di tre anni da quando Bandini è stata dichiarata inagibile, e dopo i fondi stanziati dalla Regione per rimettere in sicurezza l’immobile, adesso emerge che bisognerà trovare un’altra soluzione per la mensa studentesca a causa di problemi tecnici insormontabili secondo l’amministrazione comunale, dovute anche alla difficoltà di installare un cantiere nella zona della struttura.

“L’amministrazione doveva dare chiarezza, magari non accontentando tutti, ma questo è lo stato delle cose – afferma Capitani -. Siamo al lavoro con il presidente della Regione e con i due Rettori per non far perdere i soldi assegnati per la ristrutturazione della mensa e per valutare tutte le soluzioni che ci possano essere per garantire il servizio degli studenti. Le ipotesi per quello spazio? Le deve fare il Dsu. Noi siamo a disposizione, ma questa amministrazione è in carica dal 2023 e l’immobile è chiuso dal 2021″.

Non soddisfatta la consigliera Mazzarelli, che parla di volontà politica: “L’assessore ha risposto che la soluzione per mensa Bandini sia impraticabile tecnicamente – spiega la consigliera -. Io credo che si possano trovare soluzioni alle situazioni più difficili se c’è la volontà politica di farlo. La sindaca vuole tutelare gli interessi privati, in questo caso dei condomini, o l’interesse pubblico degli studenti fuori sede? Si potrebbe trovare un altro immobile con una metratura simile a quella di mensa Bandini”.

Presenti in aula anche alcuni militanti di Cravos, che alla fine dell’intervento di Capitani hanno chiesto a gran voce all’amministrazione comunale quali sono le alternative e si sono poi confrontati con il sindaco Nicoletta Fabio: “Ci riteniamo totalmente insoddisfatti dalle risposte dell’assessore – afferma Samuele Picchianti, militante di Cravos -. Sta trovando dei cavilli nemmeno giuridici. Qui il problema è di interesse pubblico e della comunità studentesca. Il Comune oltre a fare ostruzionismo non ha mai proposto soluzioni nè si è attivato per risolvere questa questione. Gli studenti fuori sede vivono a Siena e contribuiscono all’economia senese. Critichiamo anche il Dsu, che doveva attivarsi da subito e che non ha mai fatto pressioni sul Comune”.

Vincenzo Battaglia
Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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