Nel 2022 è prevista l’uscita volontaria di quattromila dipendenti, finanziato mediante accesso al Fondo Solidarietà

Questa mattina l’amministratore delegato di Banca Mps Luigi Lovaglio ha presentato il nuovo piano industriale 2022-2026. Si tratta di un piano che vuole fare leva sulle caratteristiche distintive della banca per implementarle. Innanzitutto il forte radicamento territoriale, poi l’innovativa piattaforma online Widiba e il capitale umano. Un piano industriale importante, dalla cui attuazione ci si aspetta un aumento del contributo incrementale al Risultato Operativo Lordo di 370 milioni di Euro al 2024 e 527 milioni al 2026.


Il piano si fonderà su tre pilastri strategici: un modello di business con redditività sostenibile, una struttura di bilancio solida e resistente e una migliorata gestione della legacy. Il modello di business con redditività sostenibile è da raggiungere attraverso l’aumento dell’efficacia operativa tramite un piano di uscite volontarie di circa quattromila unità, finanziato mediante accesso al Fondo Solidarietà, e una massiccia semplificazione dell’assetto societario e una solida generazione di ricavi (con focus su risparmio gestito, bancassurance e credito al consumo). Inoltre, verrà ulteriormente valorizzata Widiba, challenger bank del Gruppo, per cui si prevedono investimenti per oltre 30 milioni, e saranno potenziati servizi online quali ad esempio Mobile banking.


Per raggiungere una struttura di bilancio solida e resistente invece si attendono i finanziamenti per 2,5 miliardi, attesi entro la fine del 2022, che rafforzeranno la posizione di Mps e contemporaneamente la avvicineranno a strategie di funding sostenibile. Gli indicatori di liquidità di Banca Mps sono attualmente superiori ai requisiti regolamentari e il piano industriale prevede iniziative di rafforzamento anche del presidio sui crediti, nel tentativo di migliorare il profilo di rischio della banca.
Un ultimo elemento è dato da una rinnovata gestione della legacy attraverso un approccio basato su elementi fattuali e l’esperienza maturata.


Il tutto dovrebbe portare ad un aumento dei ricavi commerciali stimati a circa 424 milioni al 2024 e 612 al 2026, tramite anche una riduzione del contributo del Tltro e dei ricavi dea gestione finanziaria che arriverà a 306 milioni al2026 e una riduzione anche dei costi operativi (attraverso le stesse iniziative previste nel piano) per un costo pari a 248 milioni al 2024 e 221 al 2026. Si attende un utile netto di 1.003 milioni al 2024 e 833 milioni al 2026.

Sono una giovane studentessa della facoltà magistrale di Lettere, maremmana di nascita, ho lasciato l'Argentario da quattro anni per vivere e studiare a Siena. Mi interesso di politica, ambiente e attualità, con il proposito di capire e raccontare la cronaca di un territorio tanto antico e ricco di storia quanto vivo e vitale come quello senese.

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