Bollore Bagni san Filippo

A nulla valgono i cartelli di ordinanza di divieto di accesso alle vasche abusive di Bagni San Filippo: decine di persone continuano ad entrare. Nel 2008 all’Acqua Borra la tragica morte di un giovane

L’ordinanza di divieto di accesso all’aerea di San Filippo chiamato Bollore, dove si trovano le rovine dell’ex Amiata marmi e dove sono state realizzate pozze e vasche abusive, viene affissa regolarmente, e altrettanto regolarmente stracciata. E decine di persone continuano a fare il bagno in aree che sono anche pericolose.

Come riporta “Il nuovo Corriere dell’Amiata” in quell’area “mani ignote hanno realizzato, in tempi relativamente recenti, “pozze” o “vasche” che naturali non possono definirsi. Si tratta però di un’area industriale dismessa sottoposta a fallimento, dove ha operato per decenni la società Amiata Marmi prima di trasferirsi in Val di Paglia e poi chiudere i battenti. C’è un curatore, nominato dal Tribunale di Siena, che sta procedendo ad indire aste giudiziarie per la vendita di quei terreni (sono tre finora quelle andate deserte). Al momento è, dunque, un’ area alla quale nessuno, tranne gli autorizzati, può accedere già per queste ragioni. Il curatore anche lo scorso anno ha fatto recintare tutto e mettere un cancello tenuto chiuso e affiggere cartelli dissuasivi: tutto inutile, la rete è stata tagliata e la gente facendo finta di non sapere e non vedere ha continuato ad accedere all’area”.

Accessi e bagni che però sono pericolosi. “Di recente sono stati disposti controlli sulle emissioni gassose, che la Protezione Civile ha rilevato, anche in quantità consistenti. Il competente servizio dell’Azienda Sanitaria Locale di Area Vasta Toscana Sud-Est, una volta ricevuti gli esiti delle verifiche, ha prontamente informato il sindaco invitandolo ad emettere un’ordinanza, a tutela della salute pubblica e per evitare il pericolo d’intossicazioni, potenzialmente anche mortali”.

Infatti i rilievi hanno evidenziato livelli di CO2 che possono portare alla morte senza nemmeno che uno se ne accorga.

In pochi ricordano la tragedia avvenuta nel 2008 nel laghetto dell’Acqua Borra, nel comune di Castelnuovo Berardenga, quando cinque giovani andarono a fare il bagno di notte ed uno di loro, di appena 20 anni, stordito dai fumi sulfurei e scivolato in un anfratto melmoso, perse la vita. Anche in quel caso la vasca era stata vietata, ma quel divieto era stato disatteso.

Adesso sull’area ex Amiata Marmi esiste un progetto, contestato da molti cittadini, per la realizzazione di un albergo con servizi termali. Chi lo contesta parla di colate di cemento in arrivo. Il sindaco Claudio Galletti ribatte che non è previsto ulteriore consumo di terreno, sarà necessaria un’opera di bonifica importante, e il secondo albergo, se verrà realizzato, porterà nuovi movimenti turistici a Bagni San Filippo e consentirà un’offerta diversificata.

Il Comitato per il Parco Naturale Termale di Castiglione d’Orcia chiede invece che la Regione acquisisca l’area e la renda fruibile al pubblico. Trattandosi attualmente di un’area privata per fare ciò è necessario che qualcuno l’acquisisca e la soluzione prospettata dal Comitato è di fare intervenire l’Ente Regione nell’acquisire l’intera area spogliata dal plusvalore delle cubature e dalla presenza delle pregiate acque termali. Per questo nella giornata di ieri 19 febbraio, è stato promosso un sopralluogo al “Bollore” con i gruppi consiliari della Regione Toscana.

Susanna Guarino
Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

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