backup marco ciacci

World backup day: oggi è l’occasione per mettere al sicuro i propri dati digitali. L’intervista all’esperto Marco Ciacci: “È importante non rimandare il backup e dotarsi di strumenti che possano farlo automaticamente e in maniera periodica”

Oggi, 31 marzo, è la giornata mondiale del backup. Quante volte ci siamo dimenticati di salvare correttamente i nostri dati? Quante volte abbiamo ignorato diciture come “la tua password è apparsa in una fuga di dati”? Con i dati sensibili non c’è da scherzare. L’osservatorio Cyber CRIF ha stabilito che nel 2023 il furto di dati e la relativa diffusione sul dark web è aumentata del 45%. Gli hacker fanno uso dei malware, programmi informatici utilizzati per disturbare le operazioni svolte dall’utente. I dati più vulnerabili sono, nel seguente ordine: password, e-mail, username, nome e cognome, numero di telefono. La fascia d’età più colpita è quella degli over 60, seguita dai 51-60 anni e dai 41-50 anni. Come possiamo quindi proteggerci da un male invisibile e infido? Abbiamo chiesto ad un esperto del settore, Marco Ciacci, solution architect dell’azienda senese Silog Sistemi Logici.

Parola all’esperto

Come possiamo proteggere i nostri dati?

Gli elementi essenziali sono automatizzazione e molteplicità di copie. È importante non rimandare il backup e dotarsi di strumenti che possano farlo automaticamente e in maniera periodica. I backup hanno diversi livelli di complessità, a seconda delle esigenze del soggetto. Per le aziende vige il GDPR, la legge sulla tutela dei dati in Europa, entrata in vigore nel 2016 e applicabile dal 2018. Impone la regola del 321, ovvero la conservazione di dati su tre supporti differenti: uno su hardisk o penna USB e uno off-site, quindi al di fuori della sede
aziendale. Il singolo utente, invece, può dotarsi di dischi esterni USB o di un’unità di rete (come Windows), per far sì che i dati possano copiarsi autonomamente.

Quali sono le truffe online a cui siamo soggetti giornalmente?

Le truffe online si basano sulla disattenzione dell’utente, sul fatto che quest’ultimo si senta al sicuro nel navigare in rete data la ripetizione dell’azione. Effettuare pagamenti, accedere ai servizi online fanno ormai parte della nostra quotidianità. Spesso siamo vittime di phishing, riceviamo email da utenti che si spacciano per le nostre banche e in cui ci vengono richiesti i dati bancari. Altre volte, invece, riceviamo messaggi da amici che ci chiedono del denaro. Avere un occhio di riguardo è importante, alle volte basta sfiorare un link con il mouse ed il gioco è fatto.

Può darci alcuni consigli?

Il consiglio che rivolgo è quello di chiedere, di contattare le nostre banche o i nostri amici, per prevenire ogni qual tipo di azione che possa nuocerci. È importante prestare attenzione, fermarsi a riflettere qualche secondo prima di cliccare su un link che potrebbe essere pericoloso.

Beatrice Lena
Studentessa fuori sede a tempo pieno (o quasi)

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