Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl contestano le capacità dell’attuale governance. Probabile varo di un pacchetto di scioperi

Il muro contro muro al Siena Jazz sta passando dallo scontro in un’area limitata a scontro totale.

Le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl hanno inviato lettera formale di proclamazione di stato d’agitazione al vertice del Siena Jazz, Comune, Prefettura e Commissione regolamentazione Scioperi. Il prossimo passo sarà lo sciopero di tutto il personale dipendente e una sorta di impasse che sicuramente la popolazione studentesca, soprattutto se straniera, avrà qualche difficoltà a comprendere.

C’era da aspettarselo in quanto la precedente nota uscita dal Siena Jazz era una sorta di negazione della funzione sindacale. Ora la piattaforma di scontro che preannuncia un pacchetto di scioperi non è su una questione prettamente sindacale, ma sulla stessa capacità di governance dell’asset di Siena Jazz che è questione assolutamente fondamentale e corretta, nonché auspicabile da parte delle maestranze, ma che rivela anche una paternità chiaramente politica.

Queste le motivazioni dei sindacati confederali, le riportiamo per intero sottolineando che la controparte avrà, se del caso, ampia capacità di replica su questa testata.

  1. carenze organizzative e gestionali: mancata revisione del funzionigramma, mancata comunicazione al personale degli indirizzi e obiettivi individuati dal cda e non condivisione del piano di rilancio dequalificazione e demansionamento del personale.
  2. inadeguatezza nella gestione di funzioni di coordinamento delle attività artistico-didattiche, incompetenza e non conoscenza del quadro normativo di settore, mancanza di programmazione e di pianificazione strategica delle attività che ha generato un evidente ritardo nella gestione degli adempimenti ministeriali e nella gestione delle attività di programmazione didattica del nuovo anno accademico.
  3. il piano di rilancio presentato alla stampa appare lacunoso e poco adeguato ai bisogni dell’accademia, mancano modalità, tempistiche e indicatori relativi alla realizzazione delle azioni molto generiche riportate nel piano.
  4. ritardo pagamenti fornitori, difficoltà a dialogare con i fornitori del territorio. Impatti negativi generati dalle strategie di saldo e stralcio attuate (ricezione del primo decreto ingiuntivo con relativo aumento dei costi).
  5. mancata pianificazione di strategie efficaci volte al risanamento economico; al momento ad opera di questa governance i costi sono stati aumentati, il valore della produzione è calato (crollo delle iscrizioni).
  6. mancanza di strategie di promozione adeguate atte a garantire la tutela della reputazione e identità dell’Accademia. Clima di incertezza e sfiducia il cui principale effetto si è manifestato con il calo drammatico delle iscrizioni.
  7. carenza nell’attivazione delle strategie di internazionalizzazione, incapacità di avviare progetti già finanziati di cooperazione internazionale e di generare nuove collaborazioni, mancata attivazione di strategie e progettualità capaci di intercettare nuovi fondi, mancanza di un piano relativo alla produzione ai tistica del nuovo anno accademico
  8. mancata revisione dello statuto (valutato dal nucleo di valutazione non conforme alla normativa di settore afam e non rispondente ai requisiti che norma gli enti del terzo settore), con errata attuazione dello statuto vigente in merito alle procedure di nomina delle strutture direzionali.

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