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La cooperativa che gestisce l’asilo “L’Isola che non c’è” risponde alla proposta dell’assessore

I responsabili della cooperativa Comunità persona e infanzia che gestisce l’asilo “L’Isola che non c’è”, costretto a chiudere a fine anno scolastico per impossibilità di continuare ad utilizzare i locali in Viale Europa, hanno valutato la proposta dell’assessore Lorè a trasferire l’attività nei locali della Parrocchia di Taverne d’Arbia, ma non hanno trovato le condizioni per poterli utilizzare.

“Nel ringraziarla ancora una volta della disponibilità a noi riservata, dopo un lungo periodo siamo a rispondere alla sua proposta di trasferimento del servizio Asilo Nido “Isola che non c’è” presso ex Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore” di Taverne d’Arbia. Due sono state le questioni che abbiamo valutato:
1. Effettiva immediata disponibilità dei locali
Dopo verifica con la Curia Diocesana, abbiamo riscontrato che gli spazi sono dati in uso a terzi per l’anno 2024 e gli stessi sono utilizzati dalla Parrocchia per lo svolgimento del catechismo nel giorno di Domenica.
2. Verifica delle planimetrie in riferimento alla normativa Regionale Regolamento Regionale dei servizi educativi per la prima infanzia (D.P.G.R. 41/R 2013 modificato dal D.P.G.R. 39/R 2023) e individuazione di tutti i locali richiesti per lo svolgimento dell’attività Nido d’infanzia

  • Lo spazio esterno di pertinenza rileva una metratura di 100 mq, per cui il numero massimo di bambini accogliibili risulta essere di 20 unità, insufficienti alla sostenibilità del servizio e all’accoglimento di tutti i bambini provenienti dall’Isola che non c’è.
  • I bagni hanno una metratura insufficiente a quella richiesta dal Regolamento e necessitano di importanti interventi. I lavandini a canale sono presenti nel corridoio di accesso a tutte le aule e privi di impianto di acqua calda.
  • La zona ingresso/filtro non è ad uso riservato del servizio in quanto su di esso affacciano gli unici accessi ai locali parrocchiali, alla sagrestia e al campo da pallacanestro dell’oratorio.
  • Non sono presenti gli spazi per gli adulti (ufficio, sala riunioni, archivio, ecc.) ed il relativo bagno ne gli spogliatoi del personale. Spazi che possono essere ricavati sacrificando una delle aule attualmente presenti ma che risultano distanti dalle tubature dell’impianto idrico e dagli scarichi fognari.
  • Tutti gli impianti non sono a norma ed hanno bisogno di essere rinnovati, inoltre le tubazioni dell’impianto di riscaldamento sono in rame esterne quindi pericolose per i bambini in quanto raggiungono temperature elevate con il passaggio dell’acqua calda.

In conseguenza alla considerazioni sopra esposte possiamo affermare che la struttura non risulta libera da settembre 2024 per l’attività di nido d’infanzia ma soprattutto i lavori da sostenere sono molti e non realizzabili in così poco tempo”.

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