“Siamo sempre stati in prima linea durante questa emergenza”. Così il dottor Carlo Alberto Aquilani del Consiglio direttivo dell’Ordine dei Farmacisti provincia di Siena, intervenuto al Festival della Salute

“Siamo sempre stati in prima linea durante questa emergenza”. Così il dottor Carlo Alberto Aquilani del Consiglio direttivo dell’Ordine dei Farmacisti provincia di Siena, intervenuto al Festival della Salute. “Ci siamo protetti fin da subito con le prime barriere ed abbiamo regolato bene i flussi garantendo sicurezza. Siamo stati eletti come primo presidio sul territorio e questo ci ha permesso e ci permette un primo istradamento. Nello specifico le persone ci vengono a chiedere consigli anche basilari sulla prevenzione del virus e sulle modalità di gestione dei presidi di sicurezza. Da domande più semplici si passa poi a quelle più complesse, a cui noi cerchiamo di dare una risposta”.

Un tema importante è stato quello della distribuzione del vaccino antinfluenzale. Ci può spiegare come vi state muovendo?

“La campagna vaccinatoria è sempre importante, a maggior ragione quest’anno, perché possiamo creare una barriera contro questi virus influenzali che sono virulenti. Se noi facciamo trovare una barriera creiamo difficoltà di diffusione dei virus e quindi aiutiamo anche chi il vaccino non può farlo. Nel caso specifico, una vaccinazione contro l’influenza stagionale, ci permette di ridurre l’incidenza delle patologie invernali e quindi di restringere il campo delle ipotesi. Se sono vaccinato e mi dovessi ammalare durante l’inverno di una sindrome respiratoria, probabilmente a quel punto potrebbe essere covid. Se la campagna non è estesa ogni colpo di tosse fa pensare al peggio. Purtroppo i vaccini non copriranno tutta la popolazione, ma gli approvvigionamenti sono indirizzati ai medici di famiglia che gestiscono la vaccinazione. Avremo una piccola aliquota anche in farmacia, ma solo su prescrizione medica”.

Cosa accadrà con il prossimo arrivo del vaccino covid?

“Ancora non lo sappiamo; intanto facciamolo arrivare. Poi vediamo come verrà gestito. La sensazione è che la prassi possa essere la stessa degli altri vaccini, privilegiando le categorie a rischio”.

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