Le parole dell’assessore Appolloni in vista del Festival della Salute a Siena

Francesca Appolloni è dal 2018 a capo dell’assessorato Sanità, Servizi sociali e Politiche della Casa del Comune di Siena. La sua competenza in ambito sanitario è testimoniata dal suo percorso professionale che l’ha vista per vent’anni con ruoli amministrativi o di gestione della logistica alla Usl 7, all’Azienda Ospedaliera Senese e quindi nel Servizio Sanitario Regionale tramite l’EstaR dove ha acquisito competenze anche in farmaceutica. Più di altri ha sostenuto convintamente il Festival della Salute 2020.
 

Nel programma del Festival della Salute il ruolo del Comune di Siena è definito di partecipazione e non di mero patrocinio. Cosa significa la diversa definizione?
 

“Testimonia la nostra volontà di dare un proseguimento alla storia della città che è storia sanitaria, di tradizione di accoglienza e di capacità professionali. Il nostro proponimento è di attualizzare questo patrimonio attuale che non è solo l’Azienda ospedaliera Universitaria, ma anche il bacino di aziende dell’indotto senese che si muovono tra farmaceutica e ricerca come la TLS, la Diesse, la Gsk, la IVY, la Vismederi solo per citarne alcune. Il nostro Comune sente il dovere di fare da collante fra questa storia e queste professionalità in un momento di particolare crisi sanitaria e di conseguenti ricadute economiche. Il Festival ci ha dato lo sprone per avviare un percorso di formazione e informazione non solo sulla contingenza Covid, ma anche su tutte le altre tematiche che hanno a che fare con la salute dei cittadini. In fondo il nostro ruolo di amministratori non può che esser quello di rappresentare i cittadini e le realtà locali fino a coinvolgerli nei piani di sviluppo che stiamo dando alla città”.
 

In conferenza stampa lei ha parlato anche della stimabile incidenza economica del Festival della Salute e del fatto che potrebbe essere mantenuto a Siena anche negli anni a venire…
 

“Stiamo parlando di una manifestazione che a cose normali realizza duecento eventi in quattro giorni cui partecipano non meno di quattrocento ospiti, che si propone di lanciare confronti e dibattiti su scala nazionale e che quindi ha la capacità di muovere anche un proprio pubblico. Siena cerca da tempo di arricchire la sua offerta turistica storico-culturale con iniziative convegnistiche e proprio per questo avevamo individuato il periodo di novembre che altrimenti rischia di essere un periodo morto in primis per albergatori e ristoratori. Sulla pluriennalità, voglio aggiungere che non credo negli eventi-spot, credo invece nella qualità che ho intravisto in questo Festival della Salute sia a livello di contenuti che nella sua ipotizzabile funzione a sostegno dell’economia cittadina”.
 

Oltre il Comune di Siena anche la Regione Toscana ha un ruolo partecipativo nel Festival. E difatti Comune e Regione sono i due enti fondamentali per la salute dei cittadini. Una collaborazione proficua?
 

“La definirei una collaborazione da ricreare. Non ho avuto ancora occasione di conoscere il nuovo assessore Simone Bezzini che, anzi, incontrerò alle dirette televisive del Festival per la prima volta. Auspico che ne possa nascere una sinergia importante e gli rappresenterò da subito la necessità di Siena di avere un filo diretto con il Presidente della Toscana e l’Assessore alla Sanità quando se ne verifichi il bisogno. La Regione ha il compito di scegliere la dimensione della gestione aziendale del Santa Maria delle Scotte e cura le dotazioni delle nostre aziende sanitarie; quindi mette in fila le priorità delle varie province rappresentate in genere dai capoluoghi. Purtroppo sul territorio di Siena la guida della Società della Salute è stata sottratta al comune capoluogo e ad oggi non abbiamo nozione alcuna, neanche riferita, sul primo incontro avvenuto tra l’Asl Sud Est, i sindaci della Sud est e il nuovo assessore. E qui mi fermo, ma ogni intento polemico, sia chiaro, è puramente voluto. Ciò nondimeno sono convinta che Bezzini, al quale auguro buon lavoro, saprà farci protagonisti di quel ruolo e di quella funzione connessa alla sua domanda”.
 

Assessore, lei è preoccupata dalla diffusione del Covid sul nostro territorio? Sarà sicuramente uno dei temi centrali del Festival della Salute ogniqualvolta si connetterà all’attualità…
 

“Sono fiduciosa sulla capacità di operare bene del nostro personale sanitario, anche se la linea di avanzamento del virus sta progredendo. Sono un po’ preoccupata invece sul fatto che si accentrino sulle Scotte casi da tutto il territorio provinciale, dalle province limitrofe e anche extraregionali. Auspico che quanto prima si realizzi una reale collaborazione tra Asl e Azienda ospedaliera per far sì che le Scotte accolgano solo i casi più gravi. La mia convinzione è che, stante la presenza nella rete ospedaliera territoriale di un numero elevato di ospedali minori, quest’ultimi debbano entrare in funzione per gestire le prime esigenze dove non è messa a rischio la funzione vitale”.
 

Un’ultima domanda, l’attualità ci sta proponendo una nuova parola da comprendere: tracciamento. Cosa significa e cosa comporta per la vita dei cittadini?
 

“È in pratica la ricerca di coloro che sono stati in contatto con il virus per trovare il paziente covid-positivo che li lega tutti. Personalmente, ritengo che quest’attività sarebbe stata utile nella fase estiva per limitare gli attuali contagi. Il non essere partiti per tempo con la ricerca di personale e strutture idonei è una delle gravi responsabilità del passato governo regionale e l’azione condotta dal governatore Giani, se è vero che un paziente su tre è positivo, è tardiva e non destinata a produrre tutti gli effetti desiderati. Qualunque nuova azione, anche l’apertura che ha fatto Guido Bertolaso, comporta a monte di avere le forze da mettere e non sono convinta che ci siano queste forze, mancano le risorse umane. Anzi, in questo momento c’è assoluta carenza di personale sanitario medico e infermieristico”.

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