Il Presidente della Fondazione Prima Santa Chiara Lab, Angelo Riccaboni, presenterà Lunedì 28 il nuovo libro di Maurizio Martina

Domani alle ore 18, presso l’NH Hotel e in diretta streaming sia su Facebook che sul sito di Gazzetta di Siena, verrà presentato al pubblico il nuovo libro di Maurizio Martina, Cibo Sovrano. Molti sono i nomi di rilievo che vi prenderanno parte, analizzando e discutendo le tematiche affrontate dall’autore. Argomenti inerenti al settore agroalimentare, un campo quasi del tutto sconosciuto con un’organizzazione mondiale fatta di traffici, dazi e controlli più o meno rigidi. Il presidente della Fondazione Prima Santa Chiara Lab Angelo Riccaboni interverrà a tale proposito assieme a Susanna Cenni, deputata del collegio uninominale di Poggibonsi e al direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati.

“Maurizio Martina è un grande esperto e analista del settore agroalimentare – asserisce Il presidente della Fondazione Prima Santa Chiara Lab Angelo RiccaboniCibo Sovrano è un libro a tutto tondo ed oltretutto, a pagina 111, cita la nostra Fondazione per quanto concerne il Programma Euro mediterranea Prima (Partnership on Research and Innovation in the Mediterranean Area).Gli argomenti trattati dall’autore stanno molto a cuore anche a noi come Fondazione; il Programma Prima infatti impegna ben 19 paesi dell’Unione Europea e la Commissione Europea a versare circa 500milioni di euro per promuovere soluzioni e progetti di
innovazione e ricerca in tre strategiche aree tematiche: gestione efficiente delle risorse idriche; agricoltura sostenibile; cibo e filiera alimentare. È fondamentale rendersi conto della centralità del Mediterraneo e di quanto sia necessaria la collaborazione tra le Nazioni. Durante il lockdown imposto dal Covid, se tutti i Paesi esportatori di materie prime si fossero chiusi, il resto del Mondo avrebbe sofferto la fame. Le filiere, invece, hanno continuato a lavorare e a far quindi circolare il cibo”. Attualmente, come ci ha ricordato anche Susanna Cenni durante la sua intervista con Gazzetta di Siena, L’Europa, sopratutto quella del Nord, ha un deficit per quanto riguarda i controlli nella distribuzione del cibo: “La Francia è uno dei paesi europei più organizzati ma anche l’Italia si sta organizzando molto bene” specifica Riccaboni.

Una delle piaghe che più colpisce il settore agroalimentare è sicuramente quella dello spreco. Giornalmente vengono prodotte quantità di cibo che potrebbero tranquillamente soddisfare il fabbisogno mondiale e invece esistono ancora tantissimi Paesi che soffrono la fame: “Bisognerebbe acquistare i prodotti alimentari in maniera equilibrata. Non è possibile che al giorno d’oggi ci sia ancora una divisione netta tra chi soffre la fame e chi l’obesità. Il cibo è nato per essere salutare e invece tutt’ora, chi ne ha la possibilità, lo acquista più del necessario. Gli sprechi danneggiano inevitabilmente il pianeta e bisogna sensibilizzarci tutti a tal riguardo, prima che i danni siano irrimediabili” incalza il Presidente della Fondazione Prima Santa Chiara Lab.

Nel suo libro, Maurizio Martina, fa un’analisi sull’inadeguatezza di due visioni opposte: quella dei “globalisti” e quella dei “sovranisti”: “È un’analisi che mi è piaciuta molto. Da una parte vediamo il cibo come uno strumento di divisione, abbiamo una visione che crea tensioni con gli altri Paesi e un modo di pensare egoistico. Dall’altra abbiamo un’idea del cibo come strumento unificante. Si usa questo per entrare in contatto con nuove culture ma la sua debolezza sta proprio nella globalizzazione. Se selvaggia ed incontrollata, porta a distorsioni notevoli. Credo che sia di fondamentale importanza crescere e sostenere l’innovazione agroalimentare affinché possa finalmente essere trovato quell’equilibrio necessario alla sopravvivenza del pianeta” Conclude Angelo Riccaboni.

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