Domani l’autopsia, camera ardente nell’Entrone. Il messaggio di “Dottorcosta”

Andrea Mari era diretto alla scuderia Dormello Olgiata del marchese Niccolò Incisa della Rocchetta che si trova a poche centinaia di metri dal punto dell’incidente, avvenuto in viale dei Cipressi a Bolgheri, nel Comune di Castagneto Carducci. E’ morto sul colpo, dopo aver perso il controllo dell’auto che guidava, una Porsche non si sua proprietà. Sull’accaduto indagano gli inquirenti, per stabilire la dinamica dell’incidente, anche attraverso l’analisi del telefonino (già restituito ai familiari) e l’esame autoptico sul corpo, che verrà predisposto domani mattina. Poi potranno essere organizzati i funerali. La camera ardente sarà allestita, su disponibilità del Comune, nell’Entrone, anche se la cosa non è ancora ufficiale. I funerali si dovrebbero tenere in Provenzano.

Andrea Mari detto Brio, 44 anni il prossimo 13 ottobre, doveva incontrare il suo amico Marco Monteriso, anche lui fantino e parlare probabilmente di un cavallo e dei programmi per la stagione, Avrebbe voluto visionare un cavallo purosangue con cui correre a Legnano.

La sua scomparsa ha destato grande commozione e dolore in città, con centinaia di messaggi di stima e di ricordo del fantino sei volte vittorioso in piazza del Campo.

Fra i tantissimi messaggi di stima e di apprezzamento, quello di Claudio Marcello Costa, fondatore della Clinica Mobile. “Per i piloti semplicemente Dottorcosta”, grande professionista del mondo sportivo e non solo.

“Ho conosciuto Andrea Mari- scrive -, fenomenale fantino di Siena, per una frattura della clavicola a seguito di una caduta durante il Palio di Siena. Lo accompagnò nel mio ambulatorio a Imola il suo fido Capitano, Carlo Arezzini. Lo convinsi a non operarsi, a fasciare con un bendaggio la spalla e dopo dieci giorni a montare a cavallo. Gli confidai che il cavallo, la parte simbolica più profonda della natura umana, l’avrebbe aiutato a legare l’osso spezzato, consentendogli di gareggiare a tre settimane dal trauma e di vincere. Anche se non era del tutto sicuro che una frattura scomposta si sistemasse in tal modo, lui seguì i miei consigli e vinse, alla grande. Diventammo amici e frequentai il suo casolare, la sua magnifica famiglia e le stalle, dove i cavalli ricevevano amore, più che fieno. A un tratto, oggi, i cavalli della sua auto sono impazziti e l’hanno rapito al mondo, per portarlo in un cielo celeste dove i cavalli hanno le ali, e docili e mansueti non si ribellano. Quando un fantino, vinto un Palio sorridendo come Andrea accarezzerà il suo cavallo, la tragedia diventerà innocente. Andrea, sembra che tu te ne sei andato via. E falso: rimarrai vivo per l’eternità, nel cuore di tutti, avvolto dell’amore che dura e non si corromperà mai”.

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