Stefano Gatto, senese, ambasciatore dell’Unione Europea, costretto a fuggire da Haiti per motivi di sicurezza

Stefano Gatto, senese, brucaiolo, ambasciatore dell’Unione Europea, nella sua carriera è stato impegnato in tantissimi paesi del mondo. Molti anche con gravi criticità. Mai era stato costretto a fuggire, insieme a tutti i diplomatici, per ragioni di sicurezza. E’ avvenuto ad Haiti, dove la delegazione dell’Unione Europea è stata costretta a chiudere temporaneamente i propri uffici e a lasciare il paese. Impossibile garantire la sicurezza in presenza di una guerra civile che nell’ultimo anno ha portato alla morte di quasi 5mila persone.

Lo scorso 3 marzo il primo ministri haitiano ha decretato il coprifuoco su tutto il Dipartimento Ovest del paese “a causa del deterioramento della sicurezza, in particolare nell’area metropolitana di Port-au-Prince, caratterizzata da atti criminali sempre più violenti perpetrati da bande armate, che provocano massicci spostamenti di popolazione e consistono in particolare in rapimenti e omicidi di cittadini pacifici, violenza contro donne e bambini, saccheggi e furti di beni pubblici e privati”.

Impossibile per l’Unione Europea garantire la sicurezza del proprio personale.

Il racconto

Spiega Stefano Gatto: “La situazione è in effetti preoccupante. In attesa dell’arrivo della missione internazionale, prevista tra qualche settimana, le gangs stanno attaccando contemporaneamente in più punti la polizia. E stanno distruggendo i commissariati per acquisire il massimo potere territoriale prima del loro arrivo. E per costringere il primo ministro provvisorio, che deve rientrare dall’estero, a dimettersi o a non poter atterrare.

Per questo tengono sotto attacco l’aeroporto, i quartieri generali della polizia che gli sono accanto e il porto, dove hanno fatto saltare la fornitura elettrica per danneggiare i containers di cibo.

Le gangs hanno occupato la prigione centrale e liberato tutti i reclusi, quasi tutti loro membri, rafforzando ulteriormente il loro vantaggio di fuoco sulla polizia.

Siccome la via dell’aeroporto (voli sospesi in parte) è la più pericolosa, non c’è via d’uscita dalla città per il momento. Le vie terrestri sono inaccessibili da due anni a questa parte”.

Ieri la delegazione europea, composta da dieci persone, con una complessa operazione è riuscita a lasciare il paese.

Susanna Guarino
Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

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