Archeologia, catalano, coreano, scuola: questi i centri inaugurati ieri all’Ateneo senese

Nel pomeriggio di lunedì 4 dicembre nell’auditorium di via dei Pispini dell’Università per Stranieri di Siena sono stati inaugurati quattro nuovi Centri di Ateneo: il Centro CADMO, dedicato all’archeologia (in relazione al noto ritrovamento di San Casciano dei Bagni), il Centro StraS, relativo al mondo della scuola, il Centro CeSK sugli studi coreani e il Centro CAT sugli studi catalani. La fondazione di questi centri, diversi tra loro ma tutti rappresentativi della cifra identitaria dell’ateneo, costituisce un traguardo importante. All’intervento d’apertura del rettore Tomaso Montanari e a un breve saluto dei direttori dei centri è seguita la tavola rotonda sul tema “Policentrismo e ripercussione sociale della ricerca”. 

Cèlia Nadal, direttrice del Centro CAT: “Ci teniamo, in questo momento tragico di guerre in Europa e nel resto del mondo, a dare un segnale per la pace. È per questo che, durante il momento conviviale il duo Jazz Carnevale-Paris ha aperto lo spazio musicale con il brano “El cant dels ocells”, un canto natalizio tradizionale catalano che Pau Casals, musicista e attivista antifranchista per la democrazia e per la libertà di tutti i popoli, rese popolare dall’esilio fino a diventare un inno internazionale per la pace”.

Jacopo Tabolli, direttore del Centro CADMO: “Il Centro CADMO si lega indissolubilmente alla costituzione di un hub internazionale di ricerca legato allo scavo di San Casciano dei Bagni previsto dall’accordo di valorizzazione firmato nel 2022 dal nostro ateneo assieme al Ministero della Cultura, alla Regione Toscana e al Comune di San Casciano. La nascita di un centro internazionale di archeologia, che proietta la Stranieri nel territorio della provincia di Siena, costituisce una scommessa. Ma non si tratta solo di un esperimento di archeologia civica. Riflettere oggi sulle diversità e sulle mobilità tra le antiche genti nell’Italia pre-romana per costruire una cittadinanza consapevole è la missione prioritaria del CADMO”. 

Marianna Marrucci, direttrice del Centro StraS: “Il Centro StraS nasce dall’esigenza di costruire uno spazio transdisciplinare di dialogo tra l’università e la scuola, nella ricerca comune di paradigmi didattici capaci di valorizzare, attraverso sguardi di rimando, le possibilità delle discipline umanistiche di educare alle differenze e all’emancipazione del pensiero, obiettivi irrinunciabili per costruire una cittadinanza consapevole”. 

Imsuk Jung, direttrice del Centro CeSK: “il Centro nasce dalla necessità di rafforzare la ricerca concernente la coreanistica a Siena e in Italia ma anche e soprattutto dal forte desiderio di costruire un ponte di conoscenze e un dialogo di crescita collettiva. Al centro, infatti, è stato attribuito il nome di un noto poeta coreano Yun Dongju (1917-1945), colui che durante il lungo dominio giapponese aveva lottato fino ai suoi ultimi giorni in carcere per la libertà della nazione e per un mondo di pace. La sua unica raccolta delle poesie intitolata “hanŭlkwa paramkwa pyŏlkwa shi” (“Cielo, vento, stelle e poesia” nella traduzione italiana) fu pubblicata postuma per ricordare il suo messaggio di pace. In questo momento doloroso segnato di guerra crediamo sia importante ricordare il nome di colui che ha combattuto durante la sua brevissima vita per preservare l’identità nazionale di un popolo che altrimenti rischiava di scomparire.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui