Alda Merini
Alda Merini, fonte Wikipedia

Nel 2007 Alda Merini dedicò una poesia al Leocorno. Stasera in tv in prima serata, il film di Roberto Faenza sulla vita tormentata e sfrontata della poetessa interpretata da Laura Morante.

Folle d’amore è il film di Roberto Faenza che mette in scena la vita travagliata della poetessa Alda Merini (1931-2009). Il film, in onda questa sera, 14 marzo 2024, alle 21.30 su Rai 1 o disponibile anche in streaming sulla piattaforma RaiPlay, è liberamente ispirato al libro che narra la vita della poetessa, Perché ti ho perduto di Vincenza Alfano.

Federico Cesari interpreta Arnoldo Mosca Mondadori. Alda è interpretata da adolescente da Sofia D’Elia, da giovane da Rosa Diletta Rossi e, da adulta, da una strepitosa Laura Morante. Del cast fanno parte anche Giorgio Marchesi, nel ruolo del dottor Giorgio Gabrici e Alessandro Fella, nei panni di Giorgio Manganelli, il primo amore di Alda.

Chi è stata Alda Merini

Alda Merini, nata a Milano il 21 marzo 1931 e scomparsa nella stessa città il 1° novembre 2009, è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana. Considerata una delle voci più intense e originali del Novecento, la sua opera è ricca di passione, dolore, ironia e sensualità.

La sua vita è stata segnata da momenti di grande creatività e periodi di profonda sofferenza. Nel 1947, a soli 16 anni, venne internata per la prima volta in manicomio, esperienza che segnerà indelebilmente la sua esistenza e la sua poetica.
Le sue poesie, caratterizzate da un linguaggio lirico e visionario, esplorano temi come l’amore, la sofferenza, la follia, il rapporto con la madre e la ricerca di sé.
Alda Merini è stata una donna e un’artista controcorrente, che ha saputo dare voce alle sue emozioni più profonde con coraggio e autenticità. La sua opera rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la letteratura italiana del XX secolo.

Quel legame con Siena

Nell’agosto del 2007 Alda Merini, legata da profonda amicizia al pittore del Drappellone Ugo Nespolo, dedicò alla Contrada del Leocorno, Contrada vincitrice del Palio, una poesia. Fu pubblicata nel Numero Unico “Oro Leocorno” e rimane una delle più importanti testimonianze letterarie del nostro patrimonio culturale. Scopri di più su eco.museisenesi.org.

Eppure tu mitico animale

con un solo corno che non faceva guerra bianca

alle impurità millenarie

hai avuto il balzo della vittoria.

Così a volte la colomba che è in noi

e che sembra non aggredire i cieli

vola così in alto da contemplare le stelle.

Vittoria alata che non atterrano nessuna,

vittoria di grazie e di giudizio che non fa sanguinare i prati.

(Alda Merini)

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