Ecco il programma della quarta settimana del cartellone estivo di Monteriggioni

Dopo i due travolgenti concerti di Andrea Agresti e del Sinfonico Honolulu, sta per prendere avvio a Monteriggioni una settimana dedicata alla prosa e che inaugura la sezione di agosto del cartellone estivo, frutto della consolidata collaborazione tra Comune di Monteriggioni, Fondazione Toscana Spettacolo, Monteriggioni AD 1213, Amici del Castello, La Scintilla.

Il 2 Agosto, ore 21,15, a Castellina Scalo in Piazza Bersaglieri si terrà lo spettacolo per famiglie “OH! gli straordinari racconti di un grande libro bianco”, di e con Daniele Giangreco ed Edoardo Nardin; scenografie Molino Rosenkranz, Roberto Pagura, costumi Clotilde, musiche Edwin Lucchesi; tecnica utilizzata: teatro d’attore, circo; età consigliata: dai 3 anni.

I due attori portano in scena il famosissimo libro “Oh! Il libro che fa dei suoni” di Hervé Tullet che è il vero protagonista dello spettacolo. Il libro diventa da oggetto a soggetto della scena: si può leggere, ma si può anche abitare, giocare, ascoltare, trasformare, illuminare, lanciare e rompere.
Ecco che lo spettacolo diventa interattivo e il pubblico un giocatore, ma senza l’utilizzo della tecnologia, solo grazie alla fantasia.

Il 3 agosto, ore 21,15, al Castello in Piazza Dante Alighieri, “Chiantishire. Incontri alcolici notturni”, prosa con Alberto Severi.
Alberto Severi, un amico di Monteriggioni, giornalista e drammaturgo di lungo corso, ma anche attore, rielabora e assembla una serie di racconti ironici pubblicati su Facebook negli ultimi anni e li porta in palcoscenico affidandosi alla regia di Nicola Zavagli. Quasi delle novelle che sembrano uscite dal Decamerone e favole per adulti, hanno le radici nella sua Toscana; la Toscana della ciccia, della carne come pietanza ma anche come godersi la vita: Montalcino e poi Panzano e infine Figline Valdarno, un giro fuori e dentro di sé, su e giù dal palco; incontri al limite del possibile che mantengono tutto l’alone di mistero sull’effettiva verità. Severi in scena ricorda molto Alessandro Benvenuti ed è carismatico, a tratti velato dolente, nelle pieghe di una battuta, tra le righe di una perifrasi leggera, oratore che ci conduce dentro questo suo viaggio da Diogene con la candela negli anfratti bui del suo profondo io.

Fiorentino, classe 1960, Severi è giornalista Rai dal 1991, ma conduce da trent’anni una doppia vita di autore e anche interprete teatrale. Suoi testi, pubblicati in parte nei volumi Valzer di guerra (2001), Il morbo di Pardini (2003) e Undici atti unici (2004), sono stati messi in scena da Flavio Bucci (Bruno prof. Giordano, eretico), Sergio Staino (Valzer), Stefano Massini (Complici, Raccolta Differenziata), Marco Zannoni (Fincostassù), Paola Gassman (Streghe), Ugo Chiti (La Guerra Piccola, premio Fondi 1999), Alessio Pizzech (Barber Shop). Da quest’ultimo dramma sono tratti il romanzo Un taglio maschio, ora pubblicato da Clichy, e un paio dei racconti usciti nella raccolta Mammiferi (2016).

Il 5 agosto, ore 21,15, al Castello in Piazza Dante Alighieri, la prosa “Solo quando lavoro sono felice”, di e con Lorenzo Maragoni e Niccolò Fettarappa, in collaborazione con Teresa Vila. Spettacolo incentrato sul ruolo del lavoro nelle nostre vite. È una parte della vita? O è la nostra vita stessa? Quanto ci definisce il lavoro? Chi siamo fuori dal lavoro? Quanto riesci a resistere in una conversazione prima di chiedere all’altra persona “E tu nella vita che fai?” Per la nostra generazione, i confini tra lavoro e vita sono sfumati: il nostro self è definito in buona parte dal lavoro che facciamo. E quello che facciamo, lo facciamo sempre, siamo operativi tutto il giorno, tutti i giorni. Dopo il precariato, la nuova frontiera tossica del lavoro corrisponde a uno stato continuo di autosfruttamento, difficile da riconoscere e da interrompere. In scena, Niccolò e Lorenzo parlano dei loro rispettivi capi; ma in scena ci sono anche i rispettivi capi che parlano di Niccolò e Lorenzo.

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