Il sindaco di Abbadia San Salvatore Fabrizio Tondi: “Eventi di grande livello culturale”

Da gennaio ad aprile sei spettacoli con grandi artisti e temi d’attualità tra legami familiari, d’amicizia e d’amore. La nuova stagione del teatro Amiata di Abbadia San Salvatore porterà il pubblico in un viaggio artistico ma anche storico e sociale, con un omaggio al territorio e alla sua memoria popolare. 

Il cartellone, che nasce, come da tradizione, dalla collaborazione tra la Fondazione Toscana Spettacolo onlus e l’amministrazione comunale, affronterà temi, drammi, relazioni e dinamiche sociali contemporanei attraverso la rilettura di grandi classici e nuove produzioni. Dal razzismo, ai conflitti relazionali, dagli stereotipi e nevrosi della società borghese alla storia dei drammi dell’umanità.

“Anche quest’anno – dice il sindaco di Abbadia San Salvatore Fabrizio Tondi – riusciamo a dare input significativi di grande livello culturale, sia per quanto riguarda il cinema, sia per il mantenimento della stagione teatrale, che vede la presenza di attori famosi e di altissimo spessore. L’auspicio è che la gente partecipi, perché si tratta di un servizio fondamentale: il mondo ha bisogno di cultura e così la nostra comunità. È il passo fondamentale perché la ripresa – già avviata – possa consolidarsi anche sotto il profilo culturale”.

“Leggere l’oggi attraverso i grandi classici e al contempo non dimenticare il passato attraverso il resoconto storico e la narrazione di relazioni umane. L’intreccio tra amore, famiglia, società si dipana dunque attraverso le opere che andranno in scena nella nuova stagione del teatro Amiata – afferma la presidente di Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Cristina Scaletti – La soddisfazione nel presentare un cartellone che si apre e torna ad animare uno spazio di cultura sul territorio rinnova l’impegno di Fondazione nel fare dell’arte un recupero vero del senso di comunità”.

“L’amore per una terra e per i suoi artisti lo si percepisce e comprende anche attraverso l’impegno che le sue istituzioni mettono nel fare rivivere lo spirito e la storia di personaggi che hanno reso quel territorio ricco di cultura – dichiara il direttore di Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Patrizia Coletta – menziono a riguardo con particolare interesse, in questa nuova stagione che abbiamo progettato con l’amministrazione il tributo al poeta amiatino Roberto Fabbrini. Un tassello di un cartellone che per qualità e tematiche affrontate accompagnerà il pubblico in questa nuova stagione teatrale, tra ricordi, riflessioni ed analisi sull’oggi”.

La stagione si apre martedì 25 gennaio (ore 21:15) con A Spasso con Daisy di Alfred Uhry, spettacolo teatrale per la regia di Guglielmo Ferro, con Milena Vukotic che darà vita all’anziana Daisy in una storia delicata e divertente capace di raccontare con umorismo un tema complesso come quello del razzismo nell’America del dopoguerra. Adattamento leggero e pungente, che grazie a trovate semplici ma particolari ci regalerà una commedia leggera piena di ironia di grazia e respiro. 

Si entra nel mondo dei grandi classici riletti in chiave contemporanea giovedì 3 febbraio (ore 21:15) con Lisistrata da Aristofane, adattamento e regia Ugo Chiti con Amanda Sandrelli. 

Lisistrata ci guarda dal lontano 411 a.c., anno del suo debutto nel teatro di Dioniso ai piedi dell’Acropoli di Atene e scuote la testa sconsolata di fronte alle tragedie, alle miserie, ai disastri provocati da quella stupidità, arroganza, vanità, superficialità, che sono tutti sostantivi femminili, come la guerra che da questi viene immancabilmente generata, ma che sono immancabilmente attributi maschili. Arca Azzurra e Ugo Chiti, mettono in scena Lisistrata. rinnovando la loro più che trentennale collaborazione, grazie alla riscrittura del testo classico da parte di Ugo Chiti, alla sua capacità di interpretare la classicità con occhio contemporaneo e insieme rispettoso dell’originale, 

Mercoledì 23 febbraio (ore 21:15) arriva Rome e Giulietta – L’amore è saltimbanco soggetto originale e regia Marco Zoppello, con Anna De Franceschi, Michele Mori e Marco Zoppello. 1574. Venezia in subbuglio. Giulio Pasquati e Girolamo Salimbeni, coppia di ciarlatani saltimbanco dai trascorsi burrascosi, vengono incaricati di dare spettacolo in onore di Enrico III di Valois, diretto a Parigi per essere incoronato Re di Francia.  Due ore di tempo per prepararsi ad andare in scena con la più grande storia d’amore che sia mai stata scritta: Romeo e Giulietta. Ma, soprattutto: dove trovare la “Giulietta” giusta, casta e pura, da far ammirare al principe Enrico? Shakespeare diventa materia viva nel quale immergere le mani, per portare sul palco, attraverso il teatro popolare, le grandi passioni dell’uomo, le gelosie “Otelliane”, i pregiudizi da “Mercante”, “Tempeste” e naufragi, in una danza tra la Vita e la Morte, coltelli e veleni.

Un brillante psicodramma di Yasmina Reza sarà sul palco giovedì 3 marzo (ore 21:15) con Il Dio del massacro per la regia di Manfredi Rutelli. Nel lindo salotto borghese in cui due coppie di genitori si incontrano per cercare di risolvere, da persone adulte e civili quali essi ritengono di essere, una questione in fondo di poco conto (una lite scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli), vediamo sgretolarsi a poco a poco le maschere di benevolenza, tolleranza, apertura mentale, dirittura morale; e sotto quelle maschere apparire il ghigno del nume efferato e oscuro che ci governa sin dalla notte dei tempi: il dio del massacro, appunto. Nata a Parigi da padre iraniano e madre ungherese, la più nota drammaturga in lingua francese, porge allo spettatore uno specchio deformante nel quale scoprirà, non senza un acido imbarazzo, qualcosa che lo riguarda molto da vicino.

Giovedì 24 marzo (ore 21:15) continua il viaggio appassionato di EmmeA’ Teatro attraverso l’opera del poeta amiatino Roberto Fabbrini con Cantata per Roberto – Il suo solito sorriso di Norma Angelini e Fabio Monti. In questa seconda tappa, mantenendo l’impianto con canzoni, video e racconti, l’attenzione si concentrerà maggiormente sulla vita di Roberto, sugli incontri, le scelte, le passioni. E poi il monte Amiata, e poi Abbadia San Salvatore, la miniera, nella quale lavorava il babbo di Roberto. La miniera e i suoi “caminetti”, sotto i quali c’era la casa dove Roberto è cresciuto. 

La stagione si concluderà martedì 5 aprile (ore 21:15) con Mascia Musy e Francesco Argirò in Pdall’opera di Svetlana Aleksievic (premio Nobel 2015) per la regia e ideazione scenica di Massimo Luconi Il testo non parla solo della più grande tragedia nucleare, migliaia di volte più grande di Hiroshima e Nakasaki; è condensato tutto il dramma, lo smarrimento e il senso di morte di un popolo, e nello stesso tempo la grande forza dell’amore fra due persone, di un uomo che era partito fra i primi volontari a riparare il reattore nucleare senza nessuna preparazione e protezione, e di una donna che continua a  amare, nella quotidianità di un’esistenza senza futuro, se non quella della sublimazione della morte attraverso l’amore. Una narrazione di straordinaria forza emotiva che racconta il dramma umano, sociale e politico del disastro di Cernobyl e della fine del comunismo.

Le iniziative di promozione: per gli universitari possessori della Carta dello Studente e per gli under 35 “biglietto futuro” (in collaborazione con Unicoop Firenze) è riservato un prezzo di ingresso speciale a 8 euro; il prezzo ridotto è previsto per gli over 65 e per o possessori della Carta dello spettatore FTS.

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