La Fontebelverde, squadra di San Casciano dei Bagni, esulta dopo una vittoria

Un gol nato da un presunto fuorigioco causa le lamentele dei “Bronzi” di San Casciano dei Bagni: fioccano i cartellini rossi, il direttore di gara cade a terra e fischia la fine anticipata

Si è capito poco e niente riguardo alla dinamica, ma con il passare delle ore la cosa più certa è che diversi giornali – online e non – abbiano fatto del sensazionalismo rispetto a quel che poi è successo. Senza dubbio, qualcosa di vero sicuramente c’è negli articoli pubblicati dopo l’ennesimo weekend calcistico, riguardo a quella che sembrerebbe l’ennesima zuffa in campo: di certo, il participio “picchiato” usata a mezzo stampa, oltre che fuorviante rispetto all’episodio, ha creato ancora più caos e sdegno nella comunità calcistica. L’anno scorso, un caso eclatante fu lo scontro tra le tifoserie di Olimpic Sarteano e Chiusi, accaduto nel mese di febbraio e concluso perlopiù con multe da una parte e dall’altra. Una brutta pagina di sport locale che, nell’ultimo weekend, è stata riscritta non fuori ma dentro al rettangolo di gioco, quasi come se con l’arrivare dell’inverno anche le sinapsi si infreddoliscono e vanno in letargo. Ammesso e non concesso che effettivamente il dolo ci sia stato, perché tutto sembra tranne che il direttore di gara sia stato realmente picchiato.

Il malcapitato protagonista è stato il giovane arbitro Luigi Soraj di Arezzo – che più che un arbitro è un ragazzo di 20 anni, quindi come la metà dei calciatori dilettantistici – è ciò che più si allontana dai dettami dello sport. Sia che sia successo quel che si racconta, sia che sia successo in dose minore e più contenuta. La partita tra Fontebelverde e Acquaviva, club storici del sud della nostra provincia, non era nemmeno un classicone: certo, tutti ragazzi che sicuramente si conoscono e magari frequentano gli stessi locali al sabato sera, ma non vi erano i presupposti perché si creasse la baraonda che poi è avvenuta. A un istante dal duplice fischio l’Acquaviva, seconda in classifica al suo esordio in Prima Categoria, andava in gol su un’azione a parere degli ospiti viziata da un netto fuorigioco: “rigore è quando arbitro fischia“, diceva qualche anno fa il compianto Vujadin Boskov, e il non fischio del direttore di gara in questa occasione aveva portato a diverse lamentele di marca ospite. Viene sventolato il primo rosso, dopo poco si leva al cielo anche il secondo. Si crea una mischia: l’arbitro, ingiustamente accerchiato, retrocede e cade a terra: le cronache giornalistiche scrivono per un calcio o una botta da dietro, i presenti in realtà affermano che, retrocedendo, l’arbitro ha semplicemente urtato contro un giocatore, e sbilanciatosi è caduto. Terzo rosso, partita sospesa e pandemonio all’indomani.

L’eco mediatico creato dall’episodio ha portato la società biancoverde a scusarsi con arbitro, lega e compagnia cantante per quanto avvenuto. Allo stesso tempo, si legge nel comunicato, metterà in atto “tutte le azioni possibili per la tutela della propria immagine e degli altri tesserati per i fatti riportati che non corrispondono alla verità dei fatti accaduti. Il giocatore ha sbagliato ma è diffamatorio scrivere certe cose non vere“. Fine primo round, per il secondo si aspetta la pubblicazione del comunicato federale di giovedì prossimo con annesse squalifiche e verità del direttore di gara. Si teme un lungo stop – forse anche giusto, se verrà confermato quanto detto e scritto – per il giocatore protagonista della vicenda, oltre alla vittoria a tavolino dell’Acquaviva.

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