“L’infortunio che ho subito lo scorso anno mi ha fatto crescere come uomo”

Dopo lo 0-0 contro il San Donato-Tavernelle, il Siena mercoledì giocherà a San Giovanni Valdarno per il recupero della sesta giornata. Abbiamo intervistato l’esterno sinistro bianconero Alessandro Martina per sapere come si sta preparando la squadra.

Contro il San Donato è arrivato uno 0-0, tu hai anche colpito un palo, che partita è stata?

“È stata una gara molto complicata. Il campo era pesante, fisicamente stavamo bene, le occasioni le abbiamo avute, però dobbiamo cercare di sfruttarle meglio. Ma nel complesso abbiamo fatto una bella partita, le occasioni ci sono state da entrambe le parti. Il pareggio ci stava”.

Domani si gioca finalmente il recupero con la Sangiovannese, che partita vi aspettate?

“Ci aspettiamo un riscatto da parte nostra, non possiamo più sbagliare se vogliamo vincere questo campionato. Cercheremo di dare il meglio di noi, far vedere che il Siena c’è”.

Domenica sarete di nuovo in campo contro il Trastevere, come si affronta un simile tour de force?

“Giocare tre partite in due settimane è abbastanza pesante, però stiamo cercando si gestirci. Se qualcuno ha qualche dolorino magari salta l’allenamento e così arriva alla partita di mercoledì o di domenica al 100%”.

Negli ultimi mesi sei cresciuto tantissimo, a cosa è dovuta questa crescita?

“È dovuta alla brutta botta che ho preso un anno fa. L’infortunio mi ha fatto crescere come uomo, mi sento più forte, più duro. Mi sto allenando, ho finalmente messo la testa a posto, perché sono un ragazzo che a volte ce l’ha un po’ altrove. Ultimamente sto pensando molto al calcio, sto cercando di riscattarmi”.

Martina ha saltato quasi tutta la stagione scorsa per via di un brutto infortunio

Ormai giochi nel tridente, che consigli ti dà capitan Guidone?

“Viste le mie caratteristiche, Guidone mi consiglia di rimanere un po’ largo, di non venire dentro al campo. Non ho mai fatto quel ruolo, quindi non so bene le giocate che dovrei fare, per cui lui mi dice di stare largo. Mi dice anche di andargli alle spalle se ci sono palloni sporchi. Mi trovo molto bene con Guidone perché alla fine è il nostro “autista” che ci accompagna al campo, per cui sono contento di giocare con lui al mio fianco”.

Come ti trovi a Siena e quanto senti la mancanza dei tifosi?

“A Siena mi trovo benissimo, è una bellissima città. I tifosi influiscono tanto su una partita. Personalmente non sono mai stato in una grande squadra, sono stato a Trapani ma mi sono fatto subito male. Non ho mai avuto molti tifosi a vedere le mie partite, per cui soffro un po’ meno la cosa. Però l’assenza dei tifosi influisce, influisce tantissimo”.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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