“Mi sento come se non fossi mai andato via, mi sono inserito benissimo nel gruppo. Dal punto di vista fisico sto bene”

A causa dei casi di Covid riscontrati negli ultimi giorni, il Siena ha chiesto il rinvio della gara contro la Sangiovannese, poi è arrivato anche il rinvio della gara con il Montespaccato. Dopo che la scorsa settimana era slittata la partita contro il Grassina e dopo la sosta di due settimane fa, i bianconeri sono fermi per la terza domenica di fila. Una situazione non certo semplice, che si va ad aggiungere ad una stagione di per sé già turbolenta, come l’ha definita l’allenatore bianconero Alberto Gilardino. Per sapere qual è l’umore della squadra abbiamo intervistato Stefano Guberti, che è da poco tornato a Siena dopo sei mesi trascorsi in Sardegna con la maglia del Latte Dolce Sassari.

Venite settimane di riposo forzato, come state vivendo questa situazione?

“La viviamo con tranquillità, sappiamo che possono capitare queste cose in questo periodo, cerchiamo di allenarci per farci trovare pronti per quanto potremo di nuovo giocare”.

Contro la Flaminia sei entrato e hai fatto la differenza, quanto è stato difficile farsi trovare subito pronto?

“Non è stato difficile, nel senso che conosco già Siena, è come se non fossi mai andato via, dato che ho giocato qui tre anni e poi sono mancato solo per sei mesi. Quindi è stato relativamente facile, anche se la squadra era nuova, conoscevo già alcune persone. Poi i ragazzi sono stati bravi, perché mi hanno fatto inserire subito e ho cercato di metter le mie qualità al servizio della squadra. Inoltre, in una partita in cui si deve attaccare riesco ad esprimermi meglio”.

Sulla base di quello che si è visto contro la Flaminia però possiamo dire che stai molto bene da un punto di vista fisico?

“Sì, per fortuna è già un po’ di tempo che sono riuscito a risolvere i problemi che ho avuto l’anno scorso e che non mi hanno permesso di stare praticamente mai bene. Mi sono fatto male ad ottobre ed è durata fino all’interruzione del campionato. Anche l’estate scorsa avevo bisogno di allenarmi, non sono mai riuscito a recuperare realmente. Ora è un po’ di mesi che sto bene, speriamo che continui così”.

Il tuo ritorno a Siena non è stato semplice, cosa ti ha spinto a voler tornare così fortemente?

“Ci sono tanti motivi. Innanzitutto perché a Siena sono sempre stato benissimo, poi la gente mi ha cercato tanto in questo periodo, ma mi ha trattato benissimo anche negli anni passati, mi hanno sempre fatto sentire apprezzato, sia come giocatore che come persona. E il finale dell’anno scorso mi è rimasto un po’ sullo stomaco, per cui prima di ritirarmi vorrei provare a riportare il Siena dove merita”.

Cosa ti mancava di più di Siena?

“Mi mancava tutto, qui sono stato bene, i miei figli andavano a scuola qua. Ci ho abitato tre anni e, nonostante sia tornato a casa mia in Sardegna, purtroppo lì mi sento un po’ tagliato fuori da tutto, mentre a Siena sono a mio agio e ho molte cose a portata di mano”.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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