“Sul terzo gol del Montevarchi siamo stati dei polli. Non dobbiamo cercare alibi ma dare tutti qualcosa in più, io per primo. Si parla troppo di futuro, invece dobbiamo vincere a tutti i costi le prossime tre partite, non ci sono scuse”

La sconfitta contro il Montevarchi ha fatto molto male, non solo perché si trattava di fatto dell’ultima gara casalinga (contro la Sinalunghese ci giocherà in campo neutro) nel giorno del ritorno dei tifosi allo stadio, ma anche perché ha messo in serio pericolo la qualificazione ai play-off. La buona notizia è che ci sarà presto l’occasione del riscatto, dato che già domani si torna subito in campo, contro il Foligno. Abbiamo intervistato Stefano Guberti, uno degli uomini di maggior esperienza della rosa bianconera, per sapere come si sta preparando la squadra a queste ultime tre decisive partite.

E’ arrivata una sconfitta contro il Montevarchi. Dopo un primo tempo equilibrato, cos’è successo nella ripresa?

“Purtroppo c’è stato un errore da parte nostra sul secondo gol, a quel punto la partita si è messa sui binari che volevano e poi siamo stati dei polli a prendere il terzo gol. Più che altro penso che potevamo gestire le cose in modo diverso, perché abbiamo fatto un bel primo tempo, creando molte occasioni da gol. Abbiamo preso un gol evitabile e sono errori che poi paghi”.

Quanto si è sentita l’assenza di Guidone?

“Parlare dei singoli ha poco senso, ma non per Marco, sappiamo quanto è importante per noi. Penso che non dobbiamo avere alibi su chi mancava, dobbiamo tutti farci tutti un esame di coscienza e assumerci delle responsabilità. Non ha senso cercare sempre un alibi a destra e a sinistra. Dobbiamo fare molto meglio perché purtroppo i risultati parlano chiaro nell’ultimo periodo, così non va bene”.

Guberti è tornato a Siena a febbraio dopo una breve esperienza al Sassari Latte Dolce

Secondo te qual è il problema di questo periodo così complicato?

“È difficile da dire, non c’è solo una causa, ci sono tante situazioni che abbiamo gestito male, sia di squadra, sia a livello di errori individuali. E sono cose che paghi. Quello che mi dispiace è che un po’ di tempo fa eravamo riusciti a trovare una quadra, che poi per via di tante cose non siamo riusciti a mantenere. Però è un peccato, perché stiamo buttando al vento la possibilità di andare ai play-off, che sarebbero una bella soddisfazione e un motivo di orgoglio, al di là del fatto se poi si giocheranno o no. Non voglio finire il campionato così, io non lo accetto, anche se sono ‘vecchio’. Dobbiamo fare di più, io per primo, perché ieri ad un certo punto non sono più riuscito a dare una mano alla squadra, e so che in quei momenti ha bisogno di me. Preferirei che la gente se la prenda più con me che con altri, proprio perché sono uno dei più vecchi. È giusto che ci mettiamo la faccia noi”.

Ieri non sei riuscito ad aiutare la squadra come volevi, come stai dal punto di vista fisico?

“Sto bene, era un mese che non giocavo, sono rientrato contro il Trastevere un po’ forzando, per cercare di dare una mano. Ieri fino al 70’ stavo bene, poi un po’ di stanchezza si è fatta sentire. Avevamo appena preso gol, altrimenti avrei chiesto io di uscire, in quella situazione invece volevo creare qualche occasione per cercare di riaprire la partita. Ma così non è stato e adesso dobbiamo pensare alla prossima partita, perché dobbiamo vincere queste tre partite che rimangono, c’è poco da raccontare, dobbiamo per forza entrare ai play-off, non ci sono scuse”.

È già tempo di guardare alla prossima stagione, tu pensi di rimanere a Siena?

“Non mi interessa il futuro, poi vedremo la società cosa deciderà. A me interessano solo queste tre partite. Sento troppe voci che non mi piacciono, tutti parlano dell’anno prossimo. Prima però dobbiamo finire questo campionato nel migliore dei modi, perché ne va dell’orgoglio e della credibilità di tutti, anche per quello che succederà per ogni giocatore negli anni prossimi”.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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