Dal Comune un bando-pilota per incentivare i contratti a canone concordato

Cinquecento domande per le case popolari ma solo duecento alloggi disponibili: è quanto emerso dall’incontro dell’osservatorio delle politiche abitative organizzato dall’amministrazione comunale. Per il bando per le case popolari del 2024 infatti c’è un aumento delle richieste di circa il 40%. Bisognerà quindi effettuare il prima possibile le manutenzioni sugli immobili che al momento sono inutilizzabili. Dei 1050 alloggi Erp a disposizione del Comune di Siena, infatti, 115 sono da ristrutturare: 82 sono in attesa di fondi e progetti, 22 fanno parte del piano presentato dall’ente gestore Siena Casa Spa alla Regione nello scorso mese di luglio, 12 saranno ristrutturati grazie al bando ‘Habitus’ della Fondazione Mps (a tal proposito, insieme al gestore abbiamo già individuato gli immobili che saranno oggetto degli interventi).

“Stiamo valutando la possibilità di procedere direttamente alle manutenzioni attraverso un intervento sostitutivo degli uffici tecnici comunali, previo accordo con Siena Casa Spa in deroga al contratto di servizio – afferma l’assessore alle politiche abitative Micaela Papi -. In merito al bando per il contributo affitti, sono state ammesse 345 domande: 268 di fascia ‘A’ (contributo massimo 3.100 euro a nucleo familiare) e 77 di fascia ‘B’ (contributo massimo di 2.325 euro a nucleo familiare); su un fabbisogno massimo accertato di 846.647 euro, i fondi disponibili sono stati pari a 293.700,05 euro, pari al 34,70 per cento di copertura. Il risultato è apprezzabile, perché la misura non trova più finanziamento tramite fondi dello Stato e il Comune ha fatto un grande sforzo per reperire nelle pieghe del bilancio risorse proprie. I contributi verranno erogati nella prima metà del 2024. Per gli sfrattati per morosità incolpevole, infine, il Comune ha pubblicato ad inizio 2024 un apposito bando che ha uno stanziamento di 76.257,75 euro da destinare ai proprietari degli alloggi”.

Una delle novità annunciate dall’amministrazione comunale, al fine di immettere un maggior numero di alloggi a canone concordato nel mercato delle locazioni, è la prossima pubblicazione di un bando-pilota per un incentivo economico al proprietario che decida di affittare il proprio immobile a canone concordato o che decida di rinegoziare un contratto in essere adeguandolo al canone concordato (abbassando, quindi, i costi per l’affittuario). La misura, denominata “Contributo straordinario per la promozione del canone concordato”, prevede un incentivo una tantum di tremila euro per la firma di nuovi contratti e di mille euro per la revisione di quelli esistenti.

Il Comune ha messo a disposizione per l’anno 2024 fondi propri di bilancio per centomila euro complessivi, a cui eventualmente potranno aggiungersi ulteriori risorse, in base anche alla risposta del mercato. Per promuovere l’iniziativa ed evidenziarne i vantaggi per i proprietari, sarà redatto un documento per raffrontare il canone libero con il canone concordato, a seconda della tipologia dell’immobile e della zona residenziale. E’ allo studio anche la possibilità di produrre una brochure che illustri i vantaggi della sottoscrizione di contratti a canone concordato. “A questo bando – ha spiegato l’assessore Papi – vorremmo affiancare un’ulteriore strategia per incentivare i proprietari ad immettere sul mercato alloggi ad oggi vuoti perché necessitano di una ristrutturazione dai costi elevati. Stiamo valutando insieme ad Ance, coinvolgendo anche gli Ordini dei professionisti, la possibilità di stipulare una convenzione, in base alla quale il proprietario che decide di ristrutturare l’immobile, con il vincolo di locarlo poi a canone concordato, potrà usufruire di un prezzo più basso, basato su criteri oggettivi, per quanto concerne il costo della ristrutturazione”.

Un altro dei temi affrontati nella riunione di palazzo Patrizi è stato il “social housing”, e cioè l’adozione di interventi immobiliari volti a garantire una soluzione abitativa ai nuclei familiari del ceto medio il cui reddito non sia sufficiente per l’affitto o l’acquisto di un immobile, ma sia troppo elevato per accedere a soluzioni di edilizia popolare. In queste strutture vengono forniti spazi aggiuntivi, condivisi, rispetto alla propria abitazione. In merito è intervenuto il vicesindaco e assessore all’urbanistica Michele Capitani: “Innanzitutto – ha spiegato – occorre che nel piano operativo la voce ‘social housing’ sia distinta dal residenziale tradizionale, cosa che al momento non è prevista. Successivamente dovremmo individuare immobili adatti, valutarne la fattibilità, capire se il mercato senese è pronto a recepire un progetto di questa tipologia. Per far questo, è indispensabile avere una banca dati aggiornata per studiare le migliori soluzioni possibili”.

Al termine della riunione, dopo gli interventi e le proposte dei presenti, l’assessore Papi ha chiesto di poter attivare tavoli specifici su alcune tematiche più urgenti: la costruzione e l’aggiornamento di una banca dati sul mercato immobiliare, il disagio abitativo degli studenti, il disagio abitativo della fascia “grigia” e gli affitti a canone concordato, gli alloggi Erp, l’emergenza abitativa, i contributi affitti, l’edilizia sociale e il social housing.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui