Sei mesi di riscoperte a contatto con quei senesi che cercano chi gli racconti le cose senza mai approfittarsi

A fine mese lascerò la direzione di Gazzetta di Siena. Da dicembre questa responsabilità apparterrà alla collega Susanna Guarino. E’ la conclusione per me di un incarico a tempo che avrebbe dovuto estinguersi con la fine d’anno e che invece viene anticipato di un mese.

Non mi dispiace: dicembre è fatto di giorni che diventano preziosi se passati coi propri cari. Da poco mi sono messo alle spalle 63 anni e, se ci penso, sono innumerevoli i giorni di festa passati lontano da casa. La mia visione della professione nel frattempo è cambiata: tutti i lavori che accetto hanno da subito la certezza di una fine.

L’azienda che lascio – la Wom Srl, presieduta da Fabrizio Barbagli – è stata ineccepibile quanto a controprestazioni. Voglio credere che quando storicizzerà il contributo che le ho dato in questi sei mesi ne ricaverà che non ha obblighi formativi verso alcuno e che ora ha chiare le direttrici su cui lavorare per migliorarsi. Inoltre cade, per me e per l‘azienda, la falsa utopia di un laboratorio di gioventù e di passione e gli si sovrappone una mission di crescita organizzata e sostenibile che è cosa comune per tutte le testate di questa grandezza.

Certo, Gazzetta di Siena ha una sua grandezza. Scrivere su di essa restituisce visibilità non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche in una Siena più semplice, e più numerosa, che avrebbe l’ambizione di trovare chi gli racconta le cose come stanno senza mai interrompere il rapporto di fiducia.

C’è poi un’eccellenza che forse un domani sarà esaltata. Gazzetta si è prestata a raccontare il nostro Palio insieme a quello degli altri, con rispetto assoluto, raccogliendo un target mai in precedenza definito.

Mi sono d’obbligo i ringraziamenti a coloro che mi hanno letto, a coloro che con lealtà hanno collaborato con me per proporvi negli ultimi sei mesi il prodotto Gazzetta, a coloro che mi hanno incoraggiato quando qualche incoerenza è affiorata, alla brava collega che prenderà il mio posto e che con pazienza ha voluto ascoltare la sintesi della mia esperienza.

Susanna Guarino è brava. Credo che abbia iniziato il lavoro nei quotidiani in una testata che dirigevo, ma non posso assolutamente definirmi un suo maestro. Ma anche in seguito, pur trovando persone disposte a renderla parte di un ambiente di lavoro, credo che debba la sua crescita di giornalista a ciò che ha saputo rubare con gli occhi e a ciò che ha tolto alla sua vita privata. Quando ha finalmente trovato una direttrice i suoi meriti sono stati letti senza remore e ha ottenuto la responsabilità su un’intera provincia che, in termini professionali, rappresenta un traguardo che è precluso ai più.

I miei auguri a Susanna e a Gazzetta di Siena. Che siano insieme un binomio vincente.

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