La settimana che ci avrebbe portato al Palio e il racconto di un’eccellenza che a volte ci scordiamo

Non è la prima volta (purtroppo) che la città vive assembramenti, parola che vorremmo cancellare quanto prima dal nostro vocabolario quotidiano, di giornalisti nazionali. Questa volta sono davanti al Policlinico, nella notte prima, al caldo di mezzogiorno poi, per Alex Zanardi. Un dramma che ha toccato il personaggio sportivo, certo, ma soprattutto il simbolo, l’uomo, la rinascita da una difficoltà e da un destino. Il suo incidente ha fatto riaffiorare quel “cinico e baro”, perché al di là dell’accaduto, sul quale sta indagando la Procura per capire cosa sia successo e se sia stata reale fatalità, è proprio davanti a quel destino che non possiamo che chinare la testa e scuoterla, impotenti. Solo per un attimo, però. Perché poi dobbiamo rialzarla. Per andare avanti, anche con maggiore forza, come lo stesso ex pilota ha predicato.

Nel dolore, ci sarà perlomeno la possibilità di raccontare l’eccellenza di un complesso ospedaliero, quello del Santa Maria alle Scotte di Siena che, pur immerso in tutti i limiti e i ritardi post Covid (le attese per le liste di attesa e le prenotazioni telefoniche delle prestazioni sono un esempio) della sanità italiana, sforna professionalità e competenze, professionisti ed eccellenze in ogni campo. La fibra di Zanardi è nota, la sua forza di aggrapparsi alla vita, però, è in questi istanti corroborata anche dal team che lo sta supportando in questa dura lotta fra la vita e la morte. Ogni tanto, visto che siamo giustamente sempre pronti a sottolineare episodi di piccola e grande “malasanità”, è bene ricordarlo.

Si apre domani la settimana che ci avrebbe portato al Palio del 2 luglio. La previste al Ceppo, il montaggio dei palchi, la presentazione del Drappellone. Le prime passeggiate per “andare a calpestare il tufo in Piazza”, sentire il morbido affondamento delle scarpe nella terra appena assestata. Non ci sarà, per il momento, niente di tutto questo. Così è stato (per ora) deciso. Sarà comunque un’esperienza nuova, da vivere, da mettere nel proprio personale archivio. Magari per capire che quello che, a volte, diamo per scontato, per quanto bello che sia, così scontato non è.

Buona domenica.

eliofanali.wordpress.com

Da bambino c’è chi sogna di fare l’astronauta, il calciatore, il pompiere. Io sognavo di fare il giornalista, forse influenzato dalle mie letture, dalle mie canzoni, da qualche film visto al cinema o in tv. Fra mille difficoltà sto provando a portare avanti il mio sogno, con trasparenza e umiltà, mettendoci la faccia (e la firma). Sono nato e vivo a Siena, in una città problematica, ma magica, che ti scaccia e ti abbraccia, che ti allontana e ti spinge a tornare, come una sorta di elastico, in un legame comunque inscindibile per sempre.

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