La rubrica settimanale del direttore Alessandro Lorenzini

Diciamo che Siena ha innestato la seconda marcia. Quella che di solito serve per far prendere giri al motore e ripartire. Sia il week end di Ferragosto che questo hanno segnato l’ormai “celeberrima” ripresa, con tante presenze in città. Più che altrove. Attendiamo i riscontri numerici, perché al momento sono più che altro sensazioni, immagini, parole degli operatori, riscontri personali da passeggiate per i vicoli del centro storico. L’analisi dei dati, anche su quanto questo tipo di turismo “lasci” in città, va fatta con la dovuta calma. Dopo mesi di deserto, dopo un’estate senza Carriere, però qualcosa (qualcosina) si muove. In attesa degli sviluppi dell’emergenza sanitaria, che incombe sempre sulle nostre teste in un clima di incertezza che, ahimé, si concluderà solo quando gli scienziati scopriranno un farmaco o un vaccino. Con personale preferenza per il primo, per tempi e modi.

Nel frattempo ci affidiamo alle decisioni (si fa per dire) dei politici romani. Pur capendo le mille difficoltà, senza entrare nei meandri del populismo, quello è il mestiere che è stato “scelto” e che è fatto anche di responsabilità, decisioni da prendere, strade da percorrere. Visto che è di fatto partita ufficialmente la campagna elettorale per la Toscana, al di là delle colorazioni politiche, questo potrebbe essere il punto determinante per la scelta della prossima classe dirigente regionale. Perché fare i dirigenti, i politici, gli amministratori significa (anche) prendersi delle responsabilità. Che (a volte) possono essere addirittura impopolari. Fare il bilancino con i sondaggi è un equilibrismo che, soprattutto in questa fase, non ci possiamo permettere. Perché porta ai pastrocchi, come la mascherina dopo le 18, la chiusura delle discoteche ma non delle feste da ballo di balera o gli assembramenti nelle piazze (magari con musica).

Nel frattempo sono le ultime ore di attesa. Il sindaco Luigi De Mossi, per l’appunto, prenderà una decisione: entro mercoledì scioglierà le riserve sul futuro del calcio a Siena, con la scelta della nuova società. Fra armeni e Fedeli, il Siena potrebbe essere inserito nel girone di serie D con il Cannara (nella foto, una panoramica del Comune). Avete letto bene. Non è proprio quella Grifo Cannara che viene evocata ogni volta che qualcuno vuole chiudere a suo favore una discussione sulla Robur, millantando una sua partecipazione alla “trasferta di Cannara”, alla quale, secondo i miei calcoli, hanno partecipato fra i tremila e i quattromila senesi (anche coloro che non erano ancora nati), ma pochissimo ci manca. Almeno, chi vorrà, quest’anno potrà dirlo con ragione: “Io a Cannara c’ero”. E per un’altra trentina d’anni potrà zittire gli altri mostrando i galloni da trasferta, soprattutto avrà diritto di parola. Per chi non lo sapesse, Cannara è in Umbria, provincia di Perugia. Così, per evitare di non ricordarsi dove siete già stati diversi anni fa.

Buona domenica.

eliofanali.wordpress.com

Da bambino c’è chi sogna di fare l’astronauta, il calciatore, il pompiere. Io sognavo di fare il giornalista, forse influenzato dalle mie letture, dalle mie canzoni, da qualche film visto al cinema o in tv. Fra mille difficoltà sto provando a portare avanti il mio sogno, con trasparenza e umiltà, mettendoci la faccia (e la firma). Sono nato e vivo a Siena, in una città problematica, ma magica, che ti scaccia e ti abbraccia, che ti allontana e ti spinge a tornare, come una sorta di elastico, in un legame comunque inscindibile per sempre.

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