Team Scotte

La rubrica settimanale di Alessandro Lorenzini

Non è semplice trovare elementi a cui aggrapparsi in quella che è un’ondata che rischia di diventare più travolgente della prima. Perché è vero che a marzo conoscevamo meno questo virus e dunque il Covid è stato prorompente e aggressivo, mentre adesso i mesi passati qualcosa ci hanno pur insegnato (se non altro come provare a difenderci); è altrettanto vero, però, che anche grazie alla poca lungimiranza e in qualche caso all’incapacità di chi governa, ci troviamo quasi nudi davanti a un avversario che non ha a che fare con bollette, mutui, tasse, spesa, incassi. Gli ultimi due mesi di questo 2020 rischiano di dare un colpo definitivo a tanti e l’amarezza maggiore è che tutto questo era più che prevedibile, mentre l’impressione è che qualcuno a Roma sia rimasto con le mani in mano e il sedere sulla poltrona nei mesi di “tregua” in cui più che al ritorno degli aperitivi in spiaggia bisogna pensare ai mesi della, come detto prevedibile, seconda ondata.

Siena prova a resistere, mettendo in campo quello che, al momento, ha. Sulla cura e sulla ricerca. E anche sull’etereo. Un policlinico già pronto ad ampliarsi fino a 180 posti Covid, nonostante lunghi mesi di stress a cui si è sommata anche la vicenda, mediaticamente prorompente quanto un virus, di Alex Zanardi. Un settore, quello delle scienze della vita, su cui si ripongono le speranza del mondo. Il farmaco, è ormai conclamato, sarà la risposta più immediata al Covid e l’annuncio di Rappuoli (anche su Gazzetta di Siena) di un possibile arrivo delle prime dosi a marzo farebbe dello scienziato un candidato al Nobel e di Siena la capitale universale dell’antipandemia.

Per i credenti (ma anche per chi non lo è) in questa settimana si è costruito un altro pezzo di storia della città, con il decimo Cardinale “senese”, ovvero la nomina di Augusto Paolo Lojudice, arrivata quasi a sorpresa (ma non troppo) e di cui ha raccontato lo stesso neo Cardinale a Gazzetta di Siena. In mezzo alla pandemia forse ci rendiamo poco conto di essere protagonisti in questo tempo di un’altra pagina storica di Siena.

Nel frattempo è una domenica, l’ennesima, senza calcio o quasi (due sole partite che saranno giocate a meno di ulteriori soprese dell’ultimissima ora). Senza protocolli precisi per la serie D, che è pure un campionato di livello nazionale e che produce un indotto non indifferente, anche il sottoscritto non può che iscriversi al club degli “stoppisti”. In questa situazione è perfettamente inutile andare avanti. Domani la Lnd dovrebbe riunirsi per prendere una decisione, si va verso lo stop fino al 24 novembre, sperando che nel frattempo si riesca a creare un protocollo simile a quello dei professionisti. Altrimenti sarebbe un classico italianismo: rimandare il problema.

Buona domenica.

eliofanali.wordpress.com

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