La rubrica domenicale della Gazzetta di Siena

Sono curioso di capire. Nostro malgrado ci troviamo a scrivere un’altra pagina di storia della città. Dopo decenni, dalla Seconda Guerra, non si correrà il Palio di luglio. Ad agosto, forse, sarà quasi diventata non dico un’abitudine, ma di certo ci porteremo dietro l’esperienza di questi giorni, saremo in qualche modo preparati. Da domani, giorno in cui Siena si sarebbe ritrovata tutta nel caldo piazza del Campo, anelando l’ombra della Torre del Mangia in attesa dell’assegnazione dei dieci barberi, invece vivremo il Palio che non c’è. Sono curioso di capire come reagirà la città, come reagiremo tutti no.

Se riempiremo in qualche modo la nostra agenda di impegni, quasi per non pensare e per non riflettere su quello che doveva essere, che è sempre stato e che invece non sarà. Oppure se decideremo di viverli comunque questi giorni, passeggiando su un immaginario tufo e vivendo le giornate così come sarebbero state: scandite cioè dagli orari delle prove, dalle colazioni e dei pranzi con gli amici e i contradaioli dai cenini, magari in uno dei ristoranti del centro all’interno del proprio territorio, per poi scendere in società a parlare del Palio. Che non c’è.

Mi viene in mente una frase del compianto Adù Muzzi, riportata nel giorno della sua scomparsa da Maurizio Bianchini, nel giorno in cui venne rimandata una prova: “Sono triste perché quando viene rimandato il Palio so che prima o poi si correrà, quando viene annullata una prova non si correrà più”. E’ un attimo sfuggente, dunque. Resta sono la consapevolezza di quello che abbiamo e che, a volte, diamo per scontato. Troppo.

Ci siamo e possiamo farci poco, almeno proviamo a trasformare tutto questo in qualcosa di positivo, in una riflessione complessiva sul mondo delle Contrade e il rapporto con il territorio, con la città, con il resto del mondo. Di tempo, ahimè, stavolta ne abbiamo: non dobbiamo inseguire “chi monta chi” e non dobbiamo andare a cercare alcuna linea di sangue del cavallo che ci è toccato in sorte, per farlo entusiasticamente diventare da mezza brenna a mezzo cavallone. A suo modo, anche in questi giorni, sarà Palio, sarà Contrada, sarà Siena.

Buona domenica.

eliofanali.wordpress.com

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