Custode di un’arte senza tempo, per la Pinacoteca di Siena è quasi un secolo di storia. Il direttore Hemery: “Un percorso di grande serietà”

E’ quasi un secolo di storia per il gioiello senese custode di un’arte senza tempo. La Pinacoteca Nazionale di Siena soffia sulle sue prime novanta candeline e si prepara a festeggiare in grande stile un anniversario fatto di cultura, bellezza e cura per l’arte senese.

Questa sera, dalle 21 alle 23, festa grande a Palazzo Buonsignori e Brigidi al ritmo della musica dell’Accademia Chigiana che porterà in scena le proprie eccellenze a 100 anni dalla nascita della stagione ‘Micat in Vertice’. Due fiori all’occhiello della cultura senese per una serata all’insegna della grande arte.

“Quello con l’Accademia Musicale Chigiana – afferma Axel Hemery, direttore della Pinacoteca di Siena – è l’incontro naturale tra due eccellenze allo stesso tempo locali e universali. La collezione della Pinacoteca è molto vista e conosciuta e quello della Chigiana è un lavoro che, da anni, va al di là dei confini territoriali e nazionali. Unire i nostri mondi e celebrare insieme i rispettivi anniversari è la continuazione di un legame storicamente forte tra le nostre istituzioni. Questa sera, festeggeremo il novantesimo compleanno della Pinacoteca sulle note di quattro straordinari artisti – Rebecca Ciogli, Giovanni Vai, Giulia Serio e Leonardo Ricci – che si esibiranno nel suggestivo contesto delle nostre sale, per l’occasione aperte al pubblico”.

Note musicali tra i dipinti su tavola a fondo oro. “La Pinacoteca – spiega Hemery – è un luogo idoneo per i concerti grazie alle molte sale che offrono il giusto contesto. Credo che la presenza contemporanea di un museo stia nel renderla aperta ai giovani artisti in modo tale che possano trarne ispirazione e, allo stesso tempo, regalare al pubblico un nuovo modo di fruire della nostra collezione. Vedere le opere d’arte con occhi diversi“.

“A novanta anni dalla sua nascita – conclude il direttore – auguro alla Pinacoteca di continuare il suo percorso di grande serietà. Cesare Brandi, nel 1932, dette il proprio impulso e indicò la strada da seguire: puntare all’eccellenza nello studio, nel restauro e nella cura delle opere d’arte. Quella che custodiamo oggi è una grande collezione, merito anche dei colleghi che mi hanno preceduto. Porterò avanti questo lavoro con la volontà di trasformare e portare modernità con il dovuto rispetto a tutto quanto è stata fatto prima di me”.

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